Berillorosso

Dolomiti di Cadore

(Cadore  - BELLUNO)

(Agosto 2015) 

Le Dolomiti di Cadore prendono il nome dal territorio storico-geografico del Cadore, situato in Veneto nella Provincia di Belluno. Sono parte del sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale denominato "Antelao - Marmarole - Sorapiss", dal nome dei massicci montuosi che le compongono, e sono anch’esse Patrimonio dell’UNESCO.

Le Tre Cime di Lavaredo, che sono il simbolo delle Dolomiti, appartengono proprio al Gruppo delle Dolomiti di Cadore.


La zona è ricca di sentieri di ogni difficoltà e per tutti i gusti: passeggiate ed escursioni di vario livello e durata, fino ad itinerari più complessi come ferrate e percorsi alpinistici.


L’itinerario che abbiamo percorso ha la durata di tre giorni, e abbiamo effettuato un’escursione al giorno. Abbiamo scelto i sentieri escursionistici meno complicati e più suggestivi della zona,  che consentono di avere un panorama spettacolare su quasi tutti i gruppi montuosi delle Dolomiti, soprattutto sulle Tre Cime di Lavaredo, che già da sole meritano il viaggio.

Si può scegliere come base per pernottare la gradevole cittadina di Auronzo di Cadore, come abbiamo fatto noi, oppure Misurina o Cortina d’Ampezzo.


Nei mesi da luglio a settembre, consigliamo di effettuare le escursioni partendo la mattina abbastanza presto, per evitare l’elevato afflusso di gente che percorre questi famosi itinerari e soprattutto godere di una vista migliore, quando il sole è ancora basso e il cielo è più terso. Abbiamo infatti constatato che in queste zone, intorno alle 12.00-13.00, tende ad aumentare la nuvolosità, con il risultato che spesso le cime vengono avvolte dalle nubi, guastando un po’ il panorama. 


1° escursione: Rifugio Vandelli al Sorapiss e lago Sorapiss

Partendo da Auronzo di Cadore si segue in auto la strada che collega Misurina a Cortina e si parcheggia in prossimità del Passo Tre Croci (1.805 metri).

A piedi si inizia a percorrere il sentiero n.215 che in circa due ore conduce al Rifugio Vandelli al Sorapiss. Consigliamo di effettuare l’escursione con adeguato equipaggiamento e calzature adatte (scarponcini da trekking) vista la presenza di alcune catene lungo il sentiero, in passaggi non difficili ma un po’ esposti. Dal rifugio il panorama sulle montagne circostanti è davvero meritevole, tuttavia il punto forte di questa escursione è raggiungere il Lago Sorapiss, che si trova proprio dietro il rifugio, a soli 10 minuti di cammino. Il lago è un vero gioiello, di un colore azzurro intenso sul quale si specchia maestoso il Sorapiss con i suoi 3.205 metri, denominato anche “il dito di Dio” per la sua forma ben riconoscibile e la sua imponenza. È possibile e anzi consigliabile effettuare una bella sosta sulle sponde di questo lago e godere del panorama, per poi ripercorrere con calma la via del ritorno.


2° escursione: Giro delle Tre Cime di Lavaredo

Partendo in auto da Auronzo di Cadore si raggiunge Misurina e si sale lungo la strada panoramica a pagamento di circa 7 Km che conduce fino al Rifugio Auronzo, dove si parcheggia l’auto, per poi proseguire a piedi lungo i vari itinerari. Il Rifugio Auronzo (2.230 m) si trova proprio sotto le Tre Cime di Lavaredo e già da questo punto, senza fare quasi nessuna fatica, si gode di un panorama davvero notevole. 

Dal Rifugio Auronzo inizia l’itinerario ad anello che consente di effettuare l’intero giro delle Tre Cime, con vedute davvero spettacolari su queste montagne verticali. Il Giro si può dividere in quattro tappe, ognuna delle quali arriva ad un rifugio diverso e ha una durata complessiva di circa  3 ore e 15 minuti. Dal Rifugio Auronzo si segue il largo sentiero, quasi in piano, che in circa 15 minuti conduce alla Cappella degli Alpini e in altri 15 minuti arriva fino al Rifugio Lavaredo, punto tappa per numerosi alpinisti che scalano le pareti delle Tre Cime, soprattutto il verticalissimo Spigolo Giallo.

Dal Rifugio Lavaredo ha inizio la parte forse più spettacolare dell’intero itinerario: a sinistra del Rifugio Lavaredo il sentiero inizia a salire costeggiando lo Spigolo Giallo e raggiunge il colle (denominato Forcella Lavaredo) dal quale si ha la vista più celebre, proprio “da cartolina”, sulle Tre Cime di Lavaredo. La bellezza di questo itinerario è che ad ogni passo il panorama si modifica e più si va avanti più ci si rende conto di quanto siano verticali e maestose queste montagne, che non a caso, sono diventate il simbolo delle Dolomiti come Patrimonio UNESCO.

Dalla Forcella Lavaredo il sentiero è inizialmente in discesa per poi risalire gradualmente, e in circa 40 minuti conduce al Rifugio Locatelli, anche qui la vista è molto spettacolare.

Dal Rifugio Locatelli il sentiero è praticamente tutto in discesa fino alla Malga Langalm che si raggiunge in un’ora circa di cammino, ed è situata in un posto incantevole. Dalla terrazza della malga si gode di un panorama bellissimo sulle Tre Cime ed è il punto forse dove si ha la visuale più ravvicinata. Consigliamo una sosta in questa malga, sia per la bellezza del posto, sia per gustarvi una merenda o un pranzo tirolese. 

Dalla Malga Langalm il sentiero prosegue quasi in piano fino al parcheggio del Rifugio Auronzo dove si conclude il giro.


3° escursione: Sentiero storico del Monte Piana

Partendo in auto da Auronzo di Cadore si raggiunge Misurina dove si lascia l’auto in un grande parcheggio da cui partono le jeep-navetta. La salita fino al Monte Piana infatti avviene su una vecchia strada militare, chiusa al traffico e solo percorribile a piedi o con il servizio a pagamento jeep-navetta. Le jeep lasciano al Rifugio Angelo Bosi, da cui ha inizio il sentiero storico del Monte Piana o Monte Piano (come chiamato dagli austriaci).   

Sul Monte Piana durante la prima guerra mondiale ebbe luogo uno scontro durato oltre due anni, estate e inverni compresi, tra l'esercito italiano e l’esercito austro-ungarico, ed oggi è un vero e proprio museo all'aperto, dove è possibile visitare il campo di battaglia situato su tutta la sommità della montagna. Questo è stato in parte riadattato e ricostruito grazie al lavoro degli Alpini e di alcune associazioni di volontari, che dopo un lungo lavoro hanno restaurato buona parte delle trincee, dei ricoveri, dei baraccamenti e alcune delle relative gallerie di collegamento nonchè i punti di osservazione di norma utilizzati per il costante controllo del fronte. Oltre che per l’indubbio valore storico del luogo, il sentiero consente di avere un panorama a 360° sulle Dolomiti circostanti, non a caso, il Monte Piana era considerato strategico dai due eserciti. Il Monte Piana infatti era la zona di passaggio del vecchio confine tra l’Impero Austro Ungarico e la Repubblica Veneta annessa al Regno d’Italia dopo la terza Guerra di indipendenza.

Sul Monte Piana non ci furono nè vinti nè vincitori ma il monte venne abbandonato dagli italiani dopo la disfatta di Caporetto ed il conseguente arretramento del fronte sull’asse Piave-Brenta. 

La vista è davvero bella e spazia dalle Tre Cime di Lavaredo, al Cristallo, al Sorapiss fino alla Croda Rossa, oltre che sulle vallate circostanti del Sud-Tirolo.

La visita del museo è esclusivamente escursionistica ma i baraccamenti militari e le gallerie costruite a ridosso dello strapiombo della montagna sono visitabili con attrezzatura da ferrata (presenza di catene), considerata l’esposizione e il crollo di parte del sentiero.


Dolomiti

LE DOLOMITI – breve nota di approfondimento

LeDolomiti sono un insieme digruppi montuosidelle Alpi Orientali italiane, comprese tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. 

Dal 2009le Dolomiti sono diventate un sito Patrimonio dell’UNESCO. 

A livello geologico le Dolomiti sono costituite da una roccia calcarea denominata dolomia, in pratica si tratta di antiche barriere coralline che si sono formate nel Triassico, circa 250 milioni di anni fa, infatti ancora oggi, si possono trovare fossili, resti di conchiglie e alghe inglobate nelle rocce. In seguito, lo scontro tra la placca europea e la placca africana che ha portato alla formazione delle Alpi (denominata orogenesi alpina) ha fatto emergere queste antiche barriere coralline e le ha innalzate di oltre 3000m sopra il livello del mare, andando a costituire le Dolomiti che vediamo oggi.

Il vento, la pioggia, il ghiaccio hanno poi prodotto un’azione di erosione su queste rocce, che sono già per loro natura piuttosto friabili, e ha prodotto quelle guglie, cime aguzze e spesso dalle forme strane che hanno reso celebri nel mondo le Dolomiti.

Le Dolomiti sono suddivise in numerosi gruppi montuosi dislocati nelle Province diBelluno(sul cui territorio è situata la maggior parte dei gruppi dolomitici), Bolzano,Trento, Udine e Pordenone.