Berillorosso

Islanda

(29 agosto - 9 settembre 2016) 

tinerario 


1° giorno

(Keflavik – Arnarstapi: 305 Km)

Il nostro viaggio in Islanda ha inizio dall’aeroporto di Keflavik dal quale partiamo per effettuare l’intero giro dell’isola da ovest verso est. 

Da Keflavik con auto a noleggio ci dirigiamo verso Reykholt. Lungo la strada iniziamo già a scorgere i primi campi di lava scura: vulcani e lava sono i protagonisti assoluti dei vari paesaggi di Islanda.

In vicinanza di Reykholt, la nostra attenzione viene attirata da nuvole di vapore bianco che si alzano da alcune sorgenti di acqua calda. La geotermia e le pozze di acqua calda saranno altri elementi che ci accompagneranno in tutto il nostro percorso.

Iniziamo a scorgere i primi panorami sui ghiacciai (Langjokull e Geitlandjokull) e facciamo tappa per visitare le prime due cascate Hraunfossar e Barnafoss, formate su un campo di lava a cuscini (pillow lava) e a corde.

Ci dirigiamo verso Hellnar per andare alla penisola di Snaeffelsness attraversando campi di lava, coni di scorie vulcaniche rosso vivo e lave colonnari. Da un lato della strada c’è l’oceano Atlantico, dall’altro campi di lava, piccoli laghi e torrenti azzurri e di fronte lo Snaeffelsjokull.

Lungo la strada verso Arnarstapi ci fermiamo a vedere il Raudfeldar Canyon, uno stretto canyon luogo di leggende islandesi. 


2° giorno

(Arnarstapi – Osar: 285 Km)

La giornata di oggi prevede l’esplorazione del Parco nazionale dello Snaeffelsjokull, il ghiacciaio che ricopre il vulcano Snaeffels…il viaggio al centro della Terra inizia da qui.

Da Arnarstapi percorriamo la strada 574 verso Helissandur, con un bellissimo panorama sullo Snaeffelsjokull, con immensi campi di lava scura e sull’oceano, il paesaggio sebbene aspro e molto selvaggio è comunque di grande fascino.

Lungo il percorso ci sono numerosi punti di sosta panoramici e brevi trekking permettono di raggiungere il faro di Londrangar, le scogliere di lava di Dritvik e la spiaggia dorata di Skardsvik.

Arrivati ad Helissandur proseguiamo con la strada che costeggia la penisola di Snaeffelsness e attraversiamo piccoli paesi di pescatori Olafsvik, Siglufjordur e Stikkisholmur.

Proseguiamo in direzione di Blonduos dove la strada attraversa zone remote e quasi disabitate, fino ad arrivare a Osar (deviazione dal Ring n. 1, strada 716 e 711) nella penisola di Vatnsnes, dove facciamo tappa. Osar è uno dei punti privilegiati per osservare le foche che nuotano in mare o si riposano sulla spiaggia nera antistante.


3° giorno

(Osar – Akureyri: 280 Km)

Dopo aver visto le foche a Osar, torniamo indietro di una decina di Km lungo il Ring n. 1 diretti ad Hammvastangi. Ci rechiamo all’Icelandic Seal Center dove ai turisti viene consegnata una mappa che riporta i punti migliori di avvistamento delle foche. Tutta la penisola di Vatnsnes infatti è nota per le colonie di foche. Riusciamo a vederne alcune sugli scogli e altre in acqua che nuotano e giocano. Sono animali simpatici e vale davvero la pena dedicare un po’ di tempo a osservarli.

Da Hammvastangi percorriamo la strada in direzione di Varmalid diretti alla penisola di Trollaskagi. La penisola di Trollaskagi si trova in mezzo aifiordiEyjafjordur e Skagafjordur, la strada costiera è molto panoramica, a picco sull’oceano e circondata da bellissime montagne e ghiacciai. Si arriva fino a Siglufjordur, una bella cittadina, la cui economia è basata sulla pesca e sulla lavorazione dell’aringa, con le sue case colorate merita una sosta per una passeggiata. Dopo pochi Km di tunnel si giunge alla vicina Olafsfjordur, simile alla precedente e in un’ottima posizione, si prosegue per Dalvìk e poi fino ad Akureyri, la capitale dell’Islanda del nord.

4° giorno

(Akureyri – Husavik: 100 Km)

Dopo questi primi giorni pieni di paesaggi e strade panoramiche, da oggi iniziamo ad addentrarci più nel vivo delle bellezze geologiche dell’isola.

Da Akureyri lungo il Ring n. 1 ci dirigiamo a Godafoss, “la cascata degli Dei” una delle più famose di Islanda. La cascata è davvero molto potente e l’acqua di colore blu intenso, si raggiunge e si può ammirare da una sponda all’altra tramite un comodo sentiero. C’è anche una cascata inferiore, chiamata Geitafoss, più piccola, ma ugualmente impetuosa.

Ci dirigiamo verso il lago Myvatn dove facciamo un trekking sul vulcano Vindbelgjarfjall, uno dei migliori punti panoramici con una vista a 360° sul lago Myvatn. 

Dal lago Myvatn (al quale dedicheremo poi i due giorni successivi) riprendiamo la strada in direzione di Husavik, che devia a sinistra del Ring n. 1. Il paesaggio è bellissimo, si attraversa un deserto arido di colore grigio, rosso e giallo, punteggiato qua e là da piccoli arbusti verdi, in fondo le montagne coperte di neve e infine il mare.

Arriviamo a Husavik per l’avvistamento delle balene nel primo pomeriggio, la cittadina è tipica del nord, con il suo porto e le case colorate.

Prenotiamo l’escursione per l’avvistamento delle balene che parte alle ore 16.00 e riusciamo a vedere qualche esemplare di megattera. Rientriamo in porto alle 19.00, un po’ infreddoliti ma soddisfatti. 

5° giorno

(Husavik – Reykjahlid: 100 Km)

Partendo da Husavik ci dirigiamo verso Asbyrgi per iniziare a esplorare l’area del canyon Jokulsargljufur, il maestoso canyon formato dal fiume Jokulsa a Fjollum che nasce dal ghiacciaio Vatnajokull. Il canyon è di una bellezza incredibile: comprende numerose e potenti cascate, gole profonde e ampie vallate.

La prima tappa è la gola di Asbyrgi formata da pareti di lava verticali alte 100 metri che formano un ferro di cavallo perfetto. Al centro della gola per più della metà della sua lunghezza, si trova un solitario e ripido isolotto roccioso chiamato Eyjan. È un’area molto verde, piena di vegetazione, un ambiente ideale per numerose specie di uccelli.

Da Asbyrgi si riprende la strada principale e subito dopo aver attraversato il ponte sul fiume Jokulsa a Fjollum si prende la strada sterrata 864 che costeggia il fiume con una bellissima vista anche sugli altopiani, tanto che sembrerà di essere sulla Luna e su Marte per il colore grigio e rosso del terreno. Risalendo il fiume si incontrano man mano le cascate, con spettacolari vedute: la prima è Hafragjlsfoss a cui segue Dettifoss.

La grigia e potente cascata Dettifoss è bellissima, da stare a guardarla per ore, gli spruzzi e il fragore si vedono e si sentono già a 5 Km di distanza, con i suoi 45 metri di altezza è la cascata più potente d’Europa e la maggiore di Islanda.

Proseguiamo il nostro itinerario diretti al lago Myvatn e iniziamo a esplorare quest’area, una delle più attive del Paese, con interessanti fenomeni geologici:

-    Namafjall e Hverir con numerose fumarole, fanghi ribollenti e un odore di zolfo molto intenso;

-    Krafla con le sue centrali geotermiche e colonne di fumo bianco;

-    Viti, un piccolo vulcano estinto con il cratere occupato da un laghetto azzurro. 

Il meteo ci assiste e godiamo di giornate di sole e temperature miti, nonostante sia già l’inizio di settembre.

6° giorno

(area del Lago Myvatn)

Dal lago Myvatn ci dirigiamo sulla comoda strada asfaltata in direzione di Dettifoss. Il canyon Jokulsargljufur ci è piaciuto così tanto che questa mattina decidiamo di tornare per ammirarlo dalla sponda opposta, anche se il fascino della strada sterrata di ieri non ha paragoni.

Iniziamo con una breve e piacevole passeggiata verso la cascata Selfoss, altra meraviglia del canyon e del fiume Jokulsa a Fjollum.  Il fiume grigio e impetuoso durante il suo percorso genera numerose cascate, una più bella dell’altra.

Proseguiamo per Dettifoss, siamo sulla sponda opposta rispetto a ieri e la osserviamo da varie angolazioni, davvero una meraviglia della natura.

Torniamo al lago Myvatn per visitare altri fenomeni interessanti della zona: 

-    Griotagja una grotta lavica con una sorgente calda e un’impressionante spaccatura generata dalla risalita del magma. Un tempo era meta di bagni termali ma a causa dell’aumento di temperatura dell’acqua dovuta alla risalita del magma, da qualche anno c’è il divieto di balneazione;

-    bagni termali del lago Myvatn;

-    Dimmuborgir con le sue sculture di lava.

Facciamo poi un interessante e panoramico trekking del vulcano Hverfjall. Per salire al vulcano bisogna prendere il sentiero che inizia di fronte al parcheggio di Griotagja, si attraversa un campo di lava con betulle nane ed erica e si inizia a risalire il vulcano. Dalla cima, oltre a vedere il cratere che è spettacolare, è possibile percorrere l’intero periplo del cratere con un panorama che spazia a 360° sul lago Myvatn. 

Avendo più tempo a disposizione, un’altra meraviglia geologica di grande interesse in zona è l’escursione alla caldera dell’Askja che consente di avere un’idea del paesaggio degli altipiani interni, che noi per motivi di tempo non abbiamo fatto. L’escursione guidata non è molto economica, richiede un’intera giornata e si può effettuare solo ed esclusivamente con mezzi 4X4 molto alti, in quanto la strada per raggiungere il vulcano è una pista piuttosto impegnativa per chi guida, con numerosi guadi, terreno sconnesso e attraversamenti di aree desertiche. 


7° giorno

(Reykjahlid – Egilsstadir - Hofn: 355 Km)

Dal lago Myvatn partiamo in direzione dei fiordi dell’est, per una lunga tappa di spostamento che ci porterà ad attraversare paesaggi molto diversi e a prendere contatto con la mineralogia islandese.

Appena superato il lago Myvatn si attraversa il deserto Odadahraun, dal paesaggio quasi lunare con aree desertiche completamente disabitate e prive di vegetazione.

Superato il deserto si attraversano praterie e steppe fino alla cittadina di Egilsstadir. Da qui proseguiamo in direzione di Reydarfjordur: il paesaggio cambia, appaiono montagne con tracce di neve e un tipico paesaggio alpino.

Arrivati a Reydarfjordur puntiamo in direzione di Eskifjordur perché siamo interessati ai resti della storica e celebre miniera di calcite spato d’Islanda.

Dopo aver passato il paese si supera la località Mjoeyri e le ultime case rosse, poi si imbocca la strada sterrata che in circa 10 minuti porta ad Haugustadanama, dove si trova la miniera di spato d’Islanda. 

Visitiamo la miniera ormai abbandonata e svolgiamo un po’ ricerca sul campo, riuscendo a portare a casa qualche campione di calcite spato di Islanda sia come cristalli singoli che su matrice. Non sono certo pezzi da museo, ma il fatto che provengano da questa miniera e di averli trovati personalmente, ci rende molto soddisfatti.

Il meteo peggiora, con nuvole basse e pioggia battente, l’umidità e il freddo sono penetranti, insomma il classico tempo islandese.  

Riprendiamo la strada costiera dei fiordi dell’est e facciamo tappa a Stodvarfjordur dove visitiamo l’originale Petra’s Stone Collection. Si tratta della casa museo della signora Petra Sveinsdottir che ha trascorso la sua vita a collezionare minerali e pietre, provenienti soprattutto dai fiordi dell'est. La collezione privata conta centinaia di campioni di ogni tipo, dimensione e colore, posizionati sia all'interno dell’abitazione che nel giardino.

Proseguiamo in direzione di Djupivogur e ci fermiamo a Teigarhorn dove si trova il Museo della Zeolite (altra famiglia di minerali tipica di queste zone) che purtroppo era chiuso.

Continuiamo lungo il Ring n. 1 sotto una pioggia torrenziale e arriviamo in serata a Hofn.


8° giorno

(Hofn – Kirkjubaejarklaustur: 235 Km)

La giornata di oggi è interamente dedicata al maestoso ghiacciaio Vatnajokull, la calotta glaciale più grande d’Europa e la quarta al mondo, con uno spessore medio del ghiaccio pari a 400 metri e che raggiunge in alcuni punti i 1.000 metri. In particolari condizioni atmosferiche e di luce il Vatnajokull può essere visto dalle Isole Faroer, distanti 550km.

La giornata purtroppo non è molto favorevole dal punto di vista meteo, ma comunque ci accontentiamo. I punti di interesse lungo le varie lingue che scendono dal ghiacciaio sono numerosi e tutti con viste spettacolari sul fronte del ghiacciaio.

Flaajokull: in prossimità di Holmur si segue per qualche Km la strada sterrata e si lascia l’auto in prossimità di una baita per poi proseguire a piedi. Attraversato il ponte sul fiume che scende dal ghiacciaio si arriva proprio sotto il fronte.

Jokulsarlon: è il profondo lago glaciale, famoso per la grande presenza di iceberg dalle forme più strane che si staccano dal Vatnajokull e poi proseguono il loro viaggio verso il mare. Il luogo è bellissimo, sicuramente uno dei più interessanti d’Islanda e merita di essere gustato con calma. Si può percorrere a piedi il sentiero intorno al lago, fare un’escursione tra gli iceberg con mezzi anfibi o gommoni oppure scattare decine di fotografie, limitandosi a guardare il ghiaccio azzurro degli iceberg e le foche che ogni tanto fanno capolino con le loro teste fuori dall’acqua.

Fjallsarlon: è un piccolo lago glaciale con iceberg, è una versione in miniatura di Jokulsarlon, ma ugualmente bella e con il fronte del ghiacciaio incredibilmente vicino.

L’itinerario prosegue fino a Skaftafell la parte più a sud del ghiacciaio Vatnajokull. La zona è molto bella sia per il ghiacciaio che per la vegetazione rigogliosa, tipica di questa parte d’Islanda.

Lasciata l’auto nel piazzale del centro informazioni di Skaftafell si percorre il comodo sentiero che in 45 minuti conduce alla cascata Svartifoss, celebre per il suo anfiteatro di colonne di basalto.

Lungo il percorso si incontra anche la cascata minore Hundafoss.  


Lasciato il Vatnajokull si incontrano le evidenze dell’impressionante azione distruttiva e costruttiva dei vulcani e ci si rende conto dell’incredibile potenza della natura.

Superato Skaftafell lungo il Ring n. 1, si attraversa l’impressionante Skeidararsandur. Il sandur è un deserto di sabbia generato dal trasporto di detriti da parte dei fiumi che discendono dal ghiacciaio. L’attività dei due vulcani Grimsvotn e Oraefajokull, situati al di sotto della calotta del Vatnajokull, causa lo scioglimento del ghiaccio e i fiumi che discendono trasportano a valle enormi quantità di acqua e detriti, con la formazione di spaventose inondazioni periodiche collegate all’attività dei vulcani. Lo Skeidararsandur è il più grande sandur del mondo e si estende fino al mare per circa 1.300km2. La violenza dei flussi d'acqua in caso di inondazione rappresenta una minaccia costante per ilRing n. 1, che attraversa il sandur con un ponte di 904metri di lunghezza.

Superato il sandur si incontrano le evidenze di un altro incredibile e devastante evento vulcanico: i crateri del vulcano Laki (Lakagigar). Nel giugno del 1783 il vulcanoLakicominciò un’eruzione che durò per 8mesi, con la formazione di una faglia e di ben 130 crateri, che sono tuttora ben visibili attraversando il Ring n. 1. Vennero prodotti dai vulcani 14 Km cubi di lava, le nubi di diossido di zolfo e di fluoro emesse nel corso dell’evento uccisero più del 50% del bestiame dell’isola, causando una carestia che sterminò un quarto della popolazione islandese, più di 9.000 persone. I gas vulcanici causarono anche una serie di anomalie meteorologiche su tutto il pianeta.
Terminiamo la giornata in vicinanza di Kirkjubaejarklaustur. 


9° giorno

(Kirkjubaejarklaustur – Hella: 186 Km)

La giornata inizia con protagonista il ghiacciaio Myrdalsjokull, al di sotto del quale si trova il vulcano Katla, uno dei vulcani più grandi (solo la caldera misura 10 Km) e pericolosi al mondo. Percorrendo il Ring n. 1 si può godere di un bel panorama sul ghiacciaio e sul Myrdalssandur, la vasta pianura di sabbia lavica nera che si è formata con il materiale fuoriuscito durante le eruzioni del Katla e trasportato dai fiumi che scendono dal ghiacciaio.

Arrivati a Vik procediamo facendo le seguenti due soste:

-    Reynjsfiara, è una spiaggia nera formata da ciottoli di origine vulcanica, con la costa formata da colonne di basalto e faraglioni. Sulla spiaggia si infrangono onde imponenti ma piuttosto imprevedibili e sebbene siano molto belle da osservare richiedono comunque un po’ di cautela.

-    Dyrholaey, è un promontorio con ripide scogliere, alte 105 metri. Il panorama è molto bello sia verso il mare che verso il ghiacciaio Myrdalsjokull, la zona è nota soprattutto perché è uno dei luoghi dove nidificano i pulcinella di mare (Puffin), uno dei simboli dell’Islanda.

Si prosegue lungo il Ring n. 1 e ci fermiamo a vedere la cascata Skogafoss, molto bella e imponente, alta 65 metri e larga 15 metri. Ci si può avvicinare fino alla sua base, dove gli spruzzi comportano un’immancabile doccia. Un sentiero consente di fiancheggiare la cascata fino alla sua sommità, anche se la vista migliore rimane comunque dal basso.

Proseguiamo la giornata costeggiando il ghiacciaio e relativo vulcano Eyafjallajokull, diventato celebre per l’eruzione di aprile 2010 che paralizzò il traffico aereo di mezza Europa. 

Proprio ai piedi dell’Eyafjallajokull ci sono alcune fattorie che convivono da generazioni con il ciclo eruttivo del vulcano. È interessante vedere come nonostante la potente eruzione del 2010 le fattorie abbiano comunque continuato a funzionare. Proprio sul rapporto uomo-vulcano si basa il filmato e il racconto fotografico che si può vedere nel piccolo Museo Eyafjallajokull, sorto dopo gli eventi del 2010. 

Continuando lungo il Ring facciamo tappa per vedere la bella ed elegante cascata Seljalandfoss. Proseguendo in piano lungo l’ampio sentiero si può visitare la cascata Gljufrabui, alta 40 metri e visibile solo addentrandosi per pochi metri all’interno di uno stretto canyon.   

Arriviamo nei dintorni di Hella dove pernotteremo per tre notti, in quanto il luogo è una buona base per effettuare escursioni nei dintorni.

10° giorno

(Hella – Circolo d’oro - Hella: 186 Km)

La giornata è dedicata al Circolo d’oro e ai suoi punti di interesse. 

La prima tappa del percorso è la cascata Gullfoss, molto bella e potente con il suo doppio salto. Un comodo sentiero costeggia il canyon e consente di avere delle ottime viste su entrambi i salti della cascata. Il sentiero è dedicato a Sigridur Tomasdottir che con grande determinazione si oppose al progetto di costruire una diga a scopi idroelettrici, opera che avrebbe fatto scomparire del tutto la cascata e che per fortuna, non venne mai realizzato.

Proseguiamo l’itinerario con tappa a Geysir con il suo campo geotermico di fumarole e soprattutto geyser. Sono due i geyser attivi nell’area: 

-    Strokkur, con un’attività regolare circa ogni 4-8 minuti, può raggiungere un’altezza di 15-20 metri;

-    Geysir, il geyser che ha dato il nome a questo fenomeno geologico, raggiungeva un tempo 60-80 metri di altezza, oggi erutta solo in rari momenti ed è quasi estinto, a causa di un terremoto che ha bloccato la falda freatica di alimentazione.

L’ultima tappa del Circolo d’oro è rappresentata da Pingvellir, sito storico culturale molto importante, in quanto sede del primo Parlamento islandese (e uno dei più antichi al mondo), oltre che luogo di grande interesse geologico.

La spaccatura ben visibile in più punti e nella quale si può camminare si chiama gola di Almanagja, lunga 5 Km, è uno dei pochissimi punti dove è possibile vedere in superficie la fossa tettonica che separa le due placche Europea e nord Americana.

Il paesaggio di Pingvellir è di tipo vulcanico, con numerose faglie e gole che testimoniano il fenomeno naturale della deriva dei continenti. Lungo la gola è presente anche la cascata Oxarafoss, che ha origine dal fiume Oxara (il fiume che attraversa tutta l’area di Pingvellir) e il lago Thingvallavatn, dove è possibile fare immersioni nella faglia sotterranea Silfra.

Concluso il Circolo d’oro ci spostiamo verso la cittadina di Selfoss e facciamo tappa a Hveragerdi. La zona è piena di sorgenti geotermiche che vengono utilizzate per alimentare le serre dove gli islandesi riescono a praticare l’agricoltura, oltre che per il riscaldamento e la cucina. Numerosi in zona i locali dove gustare pane e zuppe cucinate con l’uso dell’energia geotermica. Andiamo al campo geotermico di Rejkyadalur: si percorre il sentiero con fumarole e fango ribollente presenti su entrambi i lati e dopo circa 40 minuti di passeggiata si giunge ad un fiume caldo, dove è possibile fare il bagno circondati da un paesaggio molto bello.  

11° giorno

(Hella – Hrauneyjar - Hveragerdi - Hella: 200 Km)

Da Hella risaliamo in auto Pjorsardalur, la vallata in cui scorre il largo fiume Pjorsa e che costeggia l’imponente vulcano Hekla. Percorrendo la strada si attraversano sterminati campi di lava prodotti dall’Hekla, uno dei vulcani più famosi e attivi dell’Islanda e che si trova proprio al centro della frattura che da sud-ovest a nord-est divide l’isola. 

La strada asfaltata termina a Hrauneyjar, ultima oasi in mezzo al nulla prima di addentrarsi verso le piste degli altopiani interni e il Landmannalaugar, accessibili solo ai mezzi 4X4. La giornata di oggi sarebbe da dedicare ad una bellissima escursione sul Landmannalaugar, ma purtroppo il meteo è pessimo, decisamente una delle giornate più brutte del nostro viaggio, con pioggia torrenziale, nebbia, vento e soprattutto con un previsto peggioramento nel corso della giornata.   

Il tempo è veramente brutto, perfino l’Hekla è scomparso dietro uno spesso strato di nuvole, figurarsi le multicolori montagne del Landmannalaugar, probabilmente non si riesce a vedere nemmeno il cartello del rifugio… rimarrà insieme alla caldera dell’Askja, il rimpianto di questo viaggio, però chissà, in futuro magari potremmo ripensare ad un secondo viaggio in Islanda da dedicare solo agli altopiani interni… 

Delusi e sconfortati, ripercorriamo la stessa strada in senso contrario e puntiamo di nuovo verso Hveragerdi. Esaminando la cartina ci siamo accorti che sono segnalate antiche miniere e quindi tentiamo di risollevarci il morale con un po’ di attività di campo e di ricerca di minerali. La pioggia e il vento continuano senza dare tregua.

Da Hveragerdi seguiamo la strada per Porlakshofn dove sono segnalate due miniere. Le troviamo nei pressi di Hildarendi, tuttavia l’area è completamente recintata e con restrizione di accesso, meglio non rischiare, nulla di fatto quindi anche dal lato minerario…giornata un po’ zoppicante…

Ci fermiamo infine a Raufarhollshellir sulla strada 39 nei pressi di Porlakshofn, una delle maggiori grotte di scorrimento lavico (lava tube) dell’isola, è lunga 1,5 Km e larga 30 metri. È molto interessante e i primi metri si possono percorrere anche senza pila frontale, camminando sul sentiero di lave colonnari, tuttavia si raccomanda di prestare cautela e di addentrarsi all’interno solo se equipaggiati di pila. 


12° giorno

(Hella – penisola di Reykjanes - Reykjavik: 150 Km)

La giornata è quasi interamente dedicata a esplorare il geoparco della penisola di Reykjanes, con fenomeni vulcanici e geologici molto interessanti.

Iniziamo il nostro itinerario dirigendoci a Krysuvik dove visitiamo l’area geotermale di Seltun e Fulipollur formate da numerosi sorgenti di  acqua e fango ribollenti. Percorrendo apposite passerelle di legno si può visitare l’area senza alcun pericolo e assistere allo spettacolo di fumarole e piccoli geyser. La temperatura sotto la superficie arriva a 200°C e l'acqua bolle quando emerge dal terreno. I minerali che fuoriescono dal sottosuolo creano nel terreno macchie di colore giallo, rosso, grigio, bianco e rendono la zona molto variopinta e interessante.

Superata Seltun riprendiamo la strada asfaltata per pochi Km, per osservare alcune ampie spiagge e scogliere nere, di evidente origine vulcanica.

Torniamo indietro verso Krysuvik e attraversando un esteso campo di lava, ci dirigiamo verso la cittadina costiera di Grindavik, paese basato sull’economia ittica. A poco meno di 5 Km da Grindavik si trova la Laguna Blu (Blaa Ionid in islandese), una grande piscina termale con acqua color turchese che si trova alla gradevole temperatura di 40° C, ideale per un bagno caldo e rilassante. È proprio per questo motivo una delle attrazione più famose e visitate di Islanda.

La piscina si trova in mezzo ad un campo di lava ed è alimentata dall’acqua di raffreddamento della centrale geotermica di Svartsengi, che si trova proprio accanto alla Laguna Blu.

Continuiamo lungo la strada in direzione di Keflavik e facciamo sosta in altri due punti di interesse del geoparco della penisola di Reykjanes.

Gunnuhver è una zona ricca di grandi e potenti fumarole, pozze ribollenti di fango che scaldano la temperatura dell'aria, impregnata da un forte odore di zolfo. È uno dei numerosi campi geotermici essenziali per la vita in Islanda, che basa appunto la maggior parte della propria economia sull’energia geotermica. È presente anche un lago di un colore celeste molto intenso, colorazione data dalla massiccia presenza di silice.

In vicinanza della località Sandvik, facciamo tappa a Bru milli heimsalfa (Bridge between continents) un piccolo ponte pedonale sopra un’importante fessura tettonica, simbolo del collegamento tra l'Europa e il Nord America. La penisola di Reykjanes infatti si trova su uno dei più importanti margini tettonici, la dorsale oceanica medio Atlantica. Secondo la teoria della deriva dei continenti, la placca Euroasiatica e la placca del Nord America si stanno allontanando e la spaccatura è appunto l’evidenza di questo fenomeno, visibile in pochissimi punti al mondo.

Riprendiamo la strada verso il Ring n. 1 e completiamo il nostro viaggio fermandoci a visitare le città di Hafnarfjordur e infine la capitale Reykjavik.