Berillorosso

LE PIRITI DI NAVAJUN

Spagna

(agosto 2013)

Navajún è un minuscolo paese nella regione spagnola della Rioja, sorge sulla Sierra de Alcarama, tra le valli dei fiumi Linares e Alhama. Il luogo è montuoso, aspro e a tratti desertico, ma davvero suggestivo: le case rurali in pietra ancora presenti risalgono al XVI secolo e mantengono ancora intatta l’atmosfera dei tempi antichi anche se l’esodo verso le città, soprattutto Saragozza, avvenuto alla metà del XX secolo ha svuotato quasi completamente questo piccolo pueblo.

Navajún oggi conta circa 20 abitanti residenti ma, negli ultimi anni, grazie ad una associazione attiva di amici, in estate la popolazione cresce fino a 40-50 persone. 


Per quanto Navajun sia veramente un paese piccolissimo e quasi dimenticato, in realtà è una località molto conosciuta tra i collezionisti e gli appassionati di minerali perché da questo luogo provengono i migliori esemplari al mondo di pirite cubica.





Gli antichi abitanti di queste terre sono stati attratti fin dal passato da questi cristalli perfettamente cubici e lisci, che affioravano in superficie con la loro caratteristica lucentezza metallica. Infatti nei reperti archeologici provenienti dalle vicine rovine celtiberiche di Leucade Contrebia presso Inestrillas sono stati rinvenuti dei cristalli di pirite cubica utilizzati come tessere negli antichi mosaici. 


Rimasti entusiasti dalla bellezza di questa pirite, desiderando visitare direttamente il posto, prima di partire per la Spagna, abbiamo preso contatti con il proprietario della miniera, Pedro Ansorena Conde, noto a tutti come Don Pedro. La miniera di Navajun offre due possibilità: vi si può accedere con una visita completa guidata da Pedro Ansorena Conde oppure  offre l’opportunità ad appassionati e ricercatori di minerali, di trascorrere mezza giornata o anche uno o più giorni all’intero della miniera alla ricerca di piriti.


Noi abbiamo effettuato una giornata piena sul campo e la ricerca ci ha appassionato molto, nonostante il caldo che ad agosto nella zona semidesertica di Navajun, si fa sentire. La ricerca è abbastanza semplice: la miniera è a cielo aperto e le piriti affiorano senza difficoltà, sono disperse nella matrice costituita da una marna talcosa che è piuttosto tenera e con poche martellate si riescono a recuperare senza troppa fatica dei buoni campioni di minerale su matrice.

Inoltre sul terreno è facilissimo recuperare decine di cristalli cubici isolati e dalla forma perfetta, che vanno da pochi millimetri fino a 5-6 cm di lato. 


Dopo una giornata intera sul campo a smartellare, sudati e impolverati, la fatica si sente, ragione per cui noi abbiamo scelto di pernottare sul posto in un tipica e accogliente casa rurale.

Pedro Ansorena infatti oltre ad essere il proprietario della miniera, è anche un appassionato di cucina e gestisce con passione la Casa Rural Don Pedro dove noi abbiamo pernottato e che consigliamo vivamente, per la sua posizione, la sua particolarità e per gli ottimi piatti cucinati da Pedro.


Durante e dopo la cena abbiamo avuto modo di chiacchierare molto con Don Pedro che ci ha raccontato tante cose sulla storia della miniera e sulle caratteristiche della pirite di Navajun.   


La miniera di pirite cubica di Navajun fu scoperta da Pedro Ansorena Garret, padre di Pedro, un minatore originario di Santander, che lavorava per la Real Compañía Asturiana de Minas.
Negli anni Sessanta, aveva saputo che un francese aveva praticato un paio di piccole trincee a Navajun alla ricerca di pirite e dato che in quegli anni lavorava in zona, decise di andare a fare un sopralluogo e trovò infatti alcuni scavi su un livello di marna con magnifiche cristallizzazioni di pirite cubica affiorante.

Come esperto minerario, sapeva che la scoperta era industrialmente irrilevante, ma come minerale da collezione poteva avere un grande potenziale.

Così nel 1965 Pedro Ansorena senior ottennne dalla sede del Ministero delle Miniere e dell'industria energetica una licenza di esplorazione per la miniera che venne chiamata “Ampliación a Victoria”. Nel 1970 venne rilasciata la concessione di sfruttamento e da allora il sito ha prodotto regolarmente fino ad oggi bellissimi campioni di pirite cubica che hanno fatto il giro del mondo.

La pirite (il cui nome deriva dal greco pyr, fuoco), è nota anche con l’appellativo di “oro falso” e “oro degli stolti” per la sua ingannevole luce gialla che ricorda molto l’oro. È un solfuro di ferro (FeS2 ), ed è composta quindi da due atomi di zolfo e uno di ferro. 


La pirite cubica di Navajun si è formata 150 milioni di anni fa nel periodo dei dinosauri, il Giurassico, nella zona infatti ci sono numerose tracce della presenza di questi rettili e nella stessa miniera sono state catalogate fino a 50 impronte.

A quel tempo la Rioja era una pianura alluvionale e i fiumi trasportarono grandi quantità di materiale organico, che ha prodotto lo zolfo. In un dato tempo geologico, il bacino su cui ora sorge il sito di Navajún affondò di circa 750 metri all'interno della crosta terrestre e le elevate temperature e pressioni  hanno fuso lo zolfo insieme al ferro e ad altri elementi chimici, dando luogo alla cristallizzazione in forma cubica della pirite.

Nella miniera i cristalli di pirite sono sparsi in strati di marna (roccia non eccessivamente dura, di colore grigio, composta per metà da carbonato di calcio e per metà da argilla). Ad oggi, dopo oltre quarant’anni di estrazione, la qualità del minerale estratto risulta ancora molto elevata e abbondante. La vena non ancora sfruttata di minerale, inoltre, si sviluppa ancora per molte decine di metri sia in profondità, sia lateralmente rispetto allo scavo attuale. Considerando che lo scavo della miniera avanza in un anno di solo qualche metro, peraltro non su tutto il fronte, l’estrazione del minerale dovrebbe essere garantita ancora per molti anni. 

La pirite di Navajun ha un colore giallo intenso ed è in forma di cubi quasi perfetti con facce laterali lisce a specchio. Di norma le misure dei cristalli variano da qualche millimetro a circa 5-6 cm di lato, ma non sono rari ritrovamenti di cristalli il cui lato a volte supera i 12 cm. Il cristallo più grande finora estratto dalla miniera misurava però oltre 19 cm di lato, con un peso di 9,5 Kg.


Navjun nel mondo dei minerali è sinonimo di pirite, e qui la pirite è sinonimo di cubo.

Come un cubo questa è una storia in tre dimensioni. La prima dimensione è quella geologica: la natura qui ha formato cristalli talmente perfetti da rendere il sito di Navajún unico al mondo. La seconda dimensione è quella legata alla storia di come Pedro Ansorena Garret, un minatore della regione spagnola della Cantabria, abbia scoperto negli anni Sessanta questo sito, in un angolo remoto della Rioja, e di come continua ad essere sfruttato quasi mezzo secolo dopo da suo figlio, Pedro Ansorena Conde. La  terza dimensione è quella di toccare con mano e vedere con i propri occhi come la storia diventa realtà, visitando direttamente la miniera. Solo lì, vedendo la roccia scintillante per la presenza della pirite, raccogliendo i cristalli con le proprie mani e ascoltando le spiegazioni di Pedro, si può cogliere il fascino di questa meraviglia della natura che ha conquistato tutto il mondo mineralogico, dallo Smithsonian Institution di Washington alle fiere internazionali di Tucson, Denver, Tokyo e Monaco. La pirite di Navajún è riconosciuta in tutto il mondo per essere "la più perfetta".


Per ulteriori informazioni ed eventualmente per concordare una visita alla miniera, potete contattare Pedro Ansorena Conde ai seguenti recapiti:


Piritas de Navajun

pedro@piritasdenavajun.com