Berillorosso

Parchi U.S.A. nord-ovest

Utah, Arizona (USA)

(agosto 2012) 

Durata: 5 giorni


Punti di interesse: Arches N.P, Dead Horse Point, Canyonlands N.P., Monument Valley, Antelope Canyon, Grand Canyon, Bryce Canyon, Kodachrome Basin 


Itinerario:

1° giorno

Il punto di partenza è l’allegra cittadina di Moab in Utah, completamente circondata dai rilievi in arenaria rossa scavati dal fiume Colorado, davvero molto bella.

Fa molto caldo e partiamo di buon’ora per iniziare a visitare l’Arches National Park, famoso per i suoi numerosi archi in arenaria rossa, ben conservati e di grandi dimensioni. 

L’Arches National Park è situato su un letto salino sotterraneo responsabile della formazione di archi, spirali, rocce in equilibrio, colonne di arenaria e monoliti erosi. Questo letto salino raggiunge uno spessore di alcune centinaia di metri ed è stato depositato più di 300 milioni di anni fa quando un mare sommerse la regione e probabilmente evaporò. Per milioni di anni i residui delle alluvioni, i venti e gli oceani che si formarono e scomparvero ricoprirono questa formazione. I detriti furono compressi e diventarono roccia, raggiungendo uno spessore di oltre 1,5 km. Il letto salino sottoposto all'enorme pressione dei detriti che lo sovrastavano, si spostò, si sciolse e si riposizionò spingendo gli strati di roccia sovrastanti verso l'alto, formando cupole e cavità. Le profonde fratture presenti negli strati rocciosi unita all’attività di erosione degli agenti atmosferici resero la superficie ancora più instabile, portando allo sviluppo degli archi. 

Degni di nota sono le seguenti formazioni rocciose: Balanced Rock, Double Arch, Delicate Arch (è il simbolo dello Stato dello Utah), Landscape Arch, Eden Garden.  La visita del Parco fatta sia in auto sia con diversi trekking per raggiungere i vari punti di interesse, occupa tutta la mattina e buona parte del pomeriggio.


Per questo motivo siamo costretti a riprogrammare il nostro itinerario: ci dirigiamo subito al Dead Horse Point e a malincuore, saltiamo la visita di Canyonlands National Park.

Consigliamo quindi, se avete tempo, di trascorrere almeno due giorni pieni a Moab: uno per visitare con calma Arches e Dead Horse Point e un altro da dedicare al Canyonlands National Park, che come estensione è circa il triplo di Arches.


Dead Horse Point State Park si rivela un luogo bellissimo, dove il fiume Colorado ha escavato un altro capolavoro. Si tratta di un promontorio a picco sul fiume Colorado che offre panorami incredibili e scenari che sono stati utilizzati in sequenze di numerosi film. Si ha una vista grandiosa sui due fiumi, il Colorado e il Green River, che si intersecano tra il labirinto di canyons del Canyonlands National Park. 

Presso il Dead Horse Point ci sono alcune brevi escursioni, poco impegnative, intorno al bordo dell’altopiano (c.d. mesa) con una splendida vista verso le gole profonde. 

2° giorno

Partiamo da Moab e dopo 240 Km in auto lungo la famosa Highway 163, attraversando paesaggi in arenaria rossa e deserti rocciosi davvero bellissimi, arriviamo alla Monument Valley.

La Monument Valley è uno dei simboli degli Stati Uniti occidentali. Il pianoro desertico (Colorado Plateau) è di origine fluviale e si trova al confine tra Utah e Arizona. Il territorio è pianeggiante e la pianura è cosparsa da una sorta di guglie (geologicamente definite "testimoni di erosione"), dette butte o mesas. Questi edifici naturali formati da arenaria hanno la forma di torri dal colore rosso intenso (causato dall'ossido di ferro) con la sommità piatta più o meno orizzontale; alla base si accumulano detriti composti da pietrisco e sabbia.

La Monument Valley è in piena riserva degli indiani Navajo e per loro è da secoli un luogo sacro (il nome esteso infatti è Monument Valley Navajo Tribal Park). Tutte le attività della Valle sono gestite dagli indiani Navajo.

Arrivati sul luogo decidiamo di visitare la Monument Valley con una guida Navajo, sia perché le strade sono tutte sterrate e in alcuni luoghi è vietato andare se non si è accompagnati dalle guide e soprattutto per avere l’opportunità di conoscere da vicino la storia dei nativi d’America. 

Si rivelerà un’esperienza bellissima. Il paesaggio è incredibile…ora è chiaro perché tanti registi hanno girato film proprio qui….dentro la Monument Valley ci sono il Glenn Ford Point e il John Wayne Point a ricordo del regista e del famoso attore di film western che tanto amavano questi luoghi.

La nostra guida navajo ci porta a vedere le zone della riserva vietate alle normali autovetture…le strade mettono a dura prova l’autista e senza jeep 4x4 è praticamente impossibile percorrerle. 

La nostra guida ci racconta di alcune usanze navajo, dei nomi tribali delle varie formazioni rocciose che incontriamo, di alcune vicende storiche e familiari delle tribù Navajo. Tutto è emozionante e suggestivo e c’è una tale bellezza che nessuno può rimanere indifferente.

All’interno della riserva, gli indiani Navajo hanno numerose botteghe dove vendono gioielli in argento e pietre dure, soprattutto in turchese (che è la loro pietra), ceramiche colorate con crini di cavallo e dipinte con polvere di calcocite (un minerale costituito da solfuro di rame molto abbondante in queste zone, che ovviamente provvediamo subito a procurarci per inserirlo nelle rispettive collezioni), quadretti dipinti con la sabbia e oggetti tipici della tradizione navajo (vasellame, tomahawks, calumets, dreamcatcher, strumenti musicali). 

Lasciamo la Monument Valley alle 19.00, dopo aver gustato fino in fondo un infuocato tramonto e circa per le 21.30 arriviamo nella cittadina di Page sul Lake Powell. 

3° giorno

Lasciamo Page e dopo un quarto d’ora di auto raggiungiamo il campo base per effettuare l’escursione all’Antelope Canyon, monumento naturale gestito anche questo dagli indiani Navajo.

L’Antelope Canyon è uno “slot canyon” cioè uno stretto canyon a scanalatura, formato da lamine ondulate di arenaria che alla luce del sole assumono delle suggestive colorazioni rosse, rosa e gialle.

La bellezza del Canyon è legata alla luce del sole che filtra dalle strette aperture sovrastanti e per questo motivo il costo dell’escursione varia in base all’orario della giornata in cui si effettua la visita e quindi alla maggiore esposizione del sole.


Terminata la visita dell’Antelope Canyon puntiamo in direzione del Grand Canyon National Park  (290 Km, circa 3 ore di auto). 

Il Grand Canyon è un’immensa gola scavata dal fiume Colorado, costituita da vertiginosi strapiombi e pareti di roccia a ventaglio che si incastrano a perdita d’occhio: tra una sponda e l’altra del Canyon ci sono 16 Km, è profondo 2 Km e lungo 130 Km…incredibile e immenso.

La geologia del Gran Canyon è molto complessa e ancora oggi dibattuta su molti punti, in estrema sintesi il Canyon si è formato sia per l’attività erosionale del fiume Colorado ma anche a causa di sollevamenti tettonici. I sedimenti più antichi del Gran Canyon testimoniamo una storia di ben 2 miliardi di anni fa. 


Arriviamo alla East Entrance del Grand Canyon e circa alle ore 15.00 iniziamo a visitare i vari punti di osservazione, spostandoci in auto e a piedi: Desert View, Navajo Point, Lipan Point, Moran Point, Grandview Point.


Intorno alle 16.30 il tempo si rannuvola e quindi decidiamo di andare subito al Mather Campground per montare la nostra tenda per la notte…facciamo appena in tempo a piantare a terra l’ultimo picchetto che inizia a piovere. Un breve temporale ma poi il tempo si schiarisce subito e quindi abbiamo la possibilità di goderci il Grand Canyon fino alle 20.00 dai punti di osservazione chiamati Yaki Point, Mather Point e Yavapai Point,  con il tramonto che incendia di rosso queste pareti incredibili.



4° giorno

La giornata inizia alle 7.00, ci siamo alzati abbastanza presto per avere le condizioni di luce giuste per ammirare il Grand Canyon. Le ore migliori infatti sono dall’alba fino alle 11.00 e al tramonto fino a sera, nelle altre ore il sole è alto e diffonde la luce a tal punto da appiattire ogni colore e contrasto. 

Dopo una sostanziosa colazione ci rechiamo al Park Headquarters dove si trova la stazione degli autobus che consentono di visitare la parte alta del Grand Canyon, nella quale è vietato l’accesso alle autovetture ed è indubbiamente la più spettacolare.

Visitiamo Hopi Point e Powell Point, poi arriviamo al fondo del Canyon a Hermits Rest dove è presente anche un interessante negozio di artigianato Navajo locale.

Torniamo indietro con un’altra navetta e ci fermiamo a The Abyss e al Mohave Point. 


Finito il giro di tutti i punti panoramici del Grand Canyon, pranziamo e partiamo alla volta di Kanab.


5° giorno

Partiamo da Kanab intorno alle 9.00, la giornata è bella e soleggiata, ma il caldo non è opprimente come in Arizona, la maggiore vegetazione di queste parti porta un clima più fresco.

Lungo la Highway 89 che collega Kanab a BryceTown, incontriamo una lunga serie di botteghe e negozi di minerali e fossili…impossibile non fermarsi.

Tutti i minerali e i fossili sono proprio del posto, gli USA nord-occidentali sono molto ricchi in minerali e sono note aree fossilifere, vista la natura prevalentemente sedimentaria delle rocce.

È possibile fare ottimi acquisti, in quanto i campioni sono di notevole qualità e i prezzi decisamente convenienti. 


Arriviamo in tarda mattinata al Bryce Canyon National Park.

Il Bryce Canyon è un enorme anfiteatro costituito da caratteristici pinnacoli, gli hoodoos, prodotti dall'erosione delle rocce sedimentarie fluviali e lacustri, erosione dovuta all'azione di acqua, vento e ghiaccio. Le rocce hanno un'intensa colorazione che varia dal rosso, all'arancio al bianco.

Visitiamo il canyon dal basso arrivando fino alla sua base, facendo un bellissimo trekking denominato “Navajo Loop” che ci permette di vedere da vicino questi imponenti pinnacoli di roccia.

Poi proseguiamo la visita dall’alto nei vari punti di osservazione, il più bello è sicuramente l’Inspiration Point.


Nel tardo pomeriggio, ci rechiamo ad un altro interessante Parco, il Kodachrome Basin State Park.

Anche qui ci accolgono pareti e guglie in arenaria rossa e grigia e facciamo diversi incontri con la fauna selvatica del luogo: scoiattoli, cani della prateria, lepri e soprattutto daini.

A livello geologico, gli studiosi ritengono che il Kodachrome Basin un tempo fosse simile a Yellowstone con sorgenti calde e geyser, che in seguito si sono riempiti di sedimenti e pietrificati.

Con il passare del tempo geologico queste strutture sono state erose creando guglie e pinnacoli.

È un Parco piccolo ma davvero particolare, e merita una visita, se si è in zona.