Berillorosso

Il quarzo faden

«Verso la fine del processo geologico che produce il sollevamento di una catena montuosa, quando le sue parti più profonde salgono lentamente a giorno e la loro temperatura si abbassa ai di sotto di 350 °C, nelle rocce si formano fessure che si allargano gradualmente e vengono progressivamente riempite di minerali (a). ll minerale di riempimento più comune è il quarzo (biossido di silicio) perché il suo elemento costitutivo, il silicio appunto, è presente nelle rocce silicatiche circostanti dove viene facilmente sciolto e trasportato dai fluidi ricchi di acqua in esse circolanti.

Quando si apre una fessura, taluni cristalli della roccia originaria vengono rotti (b) e i due frammenti - situati sul lati opposti della fessura — si allontanano al suo allargarsi. Nello stesso tempo i fluidi ricchi in silice presenti nelle rocce circostanti sono richiamati nella fessura, dove depositano per precipitazione nuovi cristalli di quarzo. La formazione di nuovo quarzo avviene più facilmente in corrispondenza dei cristalli originari rotti (c) perché gli atomi si dispongono seguendo il reticolo cristallino già esistente. ll processo di rottura e di risanamento dei cristalli di quarzo si ripete più volte, e il nuovo quarzo continua a crescere, sempre secondo il reticolo cristallino dei granuli originari.

Se la velocità di deposizione del nuovo quarzo è circa equivalente alla velocità di apertura della nuova fessura, ne può derivare la formazione di tutta una serie di cristalli tra loro paralleli, che attraversano tutta la vena, unendo le due estremità degli originari cristalli rotti (d, e).

In essi, a differenza di quanto avviene in condizioni normali, Ia direzione de|l’aIlungamento non ha alcuna relazione con I’orientazione del reticolo. Successivamente, quando I’allargamento della fessura rallenta in modo significativo o si interrompe, il quarzo continua a crescere, ma la sua crescita avviene ora in tutte le direzioni. È in questa fase che si sviluppa la maggior parte di ogni cristallo di quarzo, che alla fine appare come “stirato”, perché conserva in parte l’aI|ungamento anomalo originario, ed è percorso in tutta la sua lunghezza da una specie di filamento, il faden appunto (f). Il faden resta chiaramente visibile nella parte mediana del cristallo, perché il continuo fratturarsi del filamento cristallino durante la sua formazione ha favorito I’intrappolamento nella sua struttura di piccolissime gocce del liquido originario (“inclusioni fluide”) visibili solo al microscopio».


Disegni e testo tratti da “Collezioni Invisibili”- Minerali in Piemonte di R. Compagnoni e G. Peyronel, edito a cura del Museo

Regionale di Scienze Naturali, Torino, 1995.


La teoria della formazione del quarzo faden è stata formulata da: Richards R.P., 1990 — The Origin of Faden Quartz. Mineralogical Record, 21: 191-201.


Tratto dal bellissimo libro “Minerali delle Alpi Marittime e Cozie” di Giancarlo Piccoli, edito dagli amici del museo Eusebio di Alba.

Libro acquistabile on line, vedi link:

http://amicimuseoeusebio.it