Berillorosso

MINIERE DI TALCO IN VAL GERMANASCA 

Miniera Paola – Prali (TO) - Piemonte Italia

(marzo 2012)  

tinerario 

Inauguriamo la stagione primaverile con la visita guidata “Scopriminiera” alle famose miniere di talco della Val Germanasca, una valle stretta e selvaggia, in piena comunità valdese. 


Le miniere visitabili sono due: la miniera Paola e la miniera Gianna, noi abbiamo visitato la miniera Paola in quanto la seconda era chiusa per attività di consolidamento.

Mentre aspettiamo la guida che ci accompagnerà alla scoperta della miniera, visitiamo il museo che si trova proprio all’ingresso della miniera.

Il museo è molto interessante e riguarda gli usi e i costumi della tradizione valdese nonché la geologia del giacimento di talco che andremo a visitare.


Una volta arrivata la guida e indossati i caschetti, saliamo sul trenino con il quale percorriamo alcuni Km all’interno della montagna, scendendo in profondità e passando attraverso tunnel davvero stretti, è una discesa emozionante anche se piuttosto ventosa.


Scesi dal trenino iniziamo a percorrere i tunnel scavati con piccone e poi con dinamite dai minatori, metri e metri di buie gallerie, un lavoro massacrante per estrarre il talco, un minerale industriale utilizzato nei più svariati campi.


Quello della miniera Paola è una delle varietà di talco più pure al mondo, è usato nell’industria farmaceutica, per realizzare il ben noto borotalco, come base per i cosmetici, come additivo per migliorare la qualità della gomma e addirittura nei cibi e nella carta per creare l’effetto patinato. Il talco della Val Germanasca viene esportato ancora oggi in tutto il mondo e le miniere sono gestite dalla multinazionale francese Talc de Luzenac.


La visita a piedi all’interno della miniera Paola è durata due ore ed è organizzata a tappe.

Abbiamo osservato montacarichi, argani, pozzi, vagoni pieni di blocchi di talco bianchissimo, tutte attrezzature che fino agli anni Settanta servivano per estrarre il minerale. Ora questa miniera è esaurita, ma l’estrazione prosegue ancora nelle miniere più a valle.


È molto interessante osservare in quali condizioni di rumorosità e assenza di luce erano costretti a lavorare i minatori, la guida infatti ci ha mostrato diverse attrezzature in funzione: le pale dei ventilatori per garantire la giusta areazione nelle gallerie e i trapani ad acqua per fare i fori dove inserire poi l’esplosivo per effettuare le volate e aprire in questo modo nuove gallerie seguendo i “capricci” del talco nella roccia.


Un’altra tappa della visita consente di vedere i tipi di esplosivo utilizzati (dalla vecchia polvere da sparo fino alle moderne gelatine esplosive), le attrezzature personali in dotazione ai minatori e la grotta adibita a refettorio dove i minatori facevano pausa, in quanto in miniera si lavorava ininterrottamente e a turni, sia di giorno che di notte.


Terminata la visita a piedi, riprendiamo il trenino e risaliamo in superficie.

Tornati all’aperto, ci dirigiamo allo shop della miniera…acquisto d’obbligo…un campione a testa di bianchissimo talco da inserire nelle rispettive collezioni di minerali.


Forse non sarà un minerale dall’aspetto invitante come un cristallo di quarzo o corindone, ma il talco è davvero un minerale utilissimo e fondamentale per l’uomo, visti i suoi numerosissimi impieghi. 


Se volete saperne di più, ecco un link dove trovare tutte le informazioni necessarie: