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Berillorosso

Sudafrica (parte sud) e Swaziland

(5-20 agosto 2011) 

Durata: 17 giorni


Punti di interesse

Blyde River Canyon, Panorama Route, Pilgrim’s Rest, Kruger National Park, Swaziland, Hlane Royal National Park, Shewula e Lobombo Mountains, Huluhluwe Imfolozi Park, St. Lucia, Port Elizabeth, Garden Route, Tsitsikama National Pak, De Hoop Nature Reserve, Cape Agulhas, Hermanus, Cape Town.


Itinerario 

Il viaggio comprende le più importanti attrazioni del Sudafrica e dello Swaziland, paesaggi bellissimi, animali selvatici, un contatto con la natura e con la gente che riempie completamente ed emoziona.


Per il noleggio dell’auto è indispensabile la patente internazionale, non è necessario dotarsi di un veicolo 4x4 in quanto l’itinerario è quasi tutto su strade asfaltate, ben tenute.

Per organizzare i vari spostamenti occorre tenere presente che il mese di agosto in Sudafrica è inverno, pertanto alle ore 18.00 è già buio.


1° giorno

Volo Italia – Johannesburg.



2° giorno

Arrivo all’aeroporto di Johannesburg alle ore 9.15, tutto regolare, senza particolari contrattempi.

Dalle ore 10.00 alle 12.15 ci occupiamo di alcune questioni logistiche necessarie per il viaggio in Sudafrica: cambio dei soldi con la valuta locale, acquisto sim card sudafricana, noleggio veicolo. 

Dall’aeroporto di Johannesburg ci dirigiamo verso Sabie, durante il trasferimento facciamo sosta per il pranzo in un autogrill vicino Ogies. Le strade sono ben tenute e i punti di sosta lungo il percorso sono numerosi.

Arriviamo poco dopo le ore 18.00 a Sabie dove pernottiamo. Abbiamo notato che fa buio molto presto, alle 18.00 è già notte fonda e le strade sono poco illuminate, pertanto nei giorni prossimi sarà necessario sfruttare al meglio le ore di luce, svegliandoci anche all’alba, i parchi del resto aprono alle 6.00.

3° giorno

La giornata è dedicata alla Panorama Route e al Blyde River Canyon. Dal punto di vista meteo la giornata è molto nebbiosa, alcuni punti del Blyde River Canyon non sono visibili a causa della nebbia fitta. Dalla cittadina di Sabie, punto di partenza di questo itinerario, si imbocca in auto la R534 e dopo 35 Km si arriva al villaggio minerario di Pilgrim’s Rest.

L’intero villaggio è monumento nazionale e venne fondato nel 1874 quando vennero scoperti i primi filoni d’oro. L’oro venne estratto per quasi un secolo e Pilgrim’s Rest presenta proprio le caratteristiche del villaggio minerario, con case costruite in legno e latta, botteghe, chiesa e saloon, il tutto perfettamente conservato con lo stile dell’epoca.  È una sosta interessante e passeggiare per le vie del villaggio è come fare un tuffo nel passato.

Si riprende la R534 fino a Graskop e dopo 3 km a nord inizia il tratto della R534 noto come Panorama Route, lungo 18 Km. La Panorama Route è una delle strade più ad alta quota e spettacolari del Sudafrica, presenta  panorami  davvero notevoli sul Blyde River Canyon con numerosi punti di sosta.

Il Blyde River Canyon è il terzo canyon più grande del mondo con i suoi 26 km di lunghezza e 800 metri di profondità (il primo è il Grand Canyon in Arizona, mentre il secondo è il Fish River Canyon in Namibia). Il Blyde River Canyon si trova nella parte settentrionale dei monti Drakensberg, è costituito in prevalenza da arenaria, profondamente incisa nel corso dei millenni dai fiumi Blyde e Olifants.Gli scenari lungo il Canyon sono davvero spettacolari: si inizia con una vista panoramica sulla scarpata Drakensberg Klein con colori che vanno dal viola, rosso e giallo dell’arenaria, al verde intenso della vegetazione. Si prosegue poi con The Pinnacle, un’impressionante colonna di quarzite che sorge da una base di denso fogliame. 

Percorrendo sempre la Panorama Route si susseguono numerosi punti di osservazione che offrono visioni davvero spettacolari, suggerite anche dai nomi delle stesse località, rispettivamente God’s Window e Wonder View. Si prosegue poi con un’ulteriore tappa che consente di percorrere un breve sentiero all’interno della foresta pluviale che ricopre in modo abbastanza fitto tutta la zona. La geologia e il clima di questo altopiano, unito alle precipitazioni piovose che in quest’area sono abbastanza elevati ha contribuito a creare numerose cascate, ed in particolare le Lisbon Falls e le Berlin Falls meritano una sosta.

Proseguendo con la Panorama Route, si incontra il Bourke Luck Potholes: nel punto di incontro del fiume Blyde con il fiume Treur, l'erosione dell'acqua ha creato uno dei fenomeni geologici più spettacolari in Sudafrica, formando strane e particolarissime sculture cilindriche nell’arenaria, denominate doline.

L’ultima tappa prevede una sosta alle famose Three Rondavels, uno dei luoghi più celebri del Canyon, caratterizzato da tre enormi formazioni rocciose a forma di “cupola” e costituite da dolomite, che nell’aspetto ricordano le capanne dei popoli locali (rondavels è il termine afrikans per "capanna"). Terminata la Panorama Route si prosegue per Phalaborwa, arrivando alle porte del Parco nazionale Kruger. 


4° giorno

La giornata è interamente dedicata al game drive all’interno del Parco nazionale Kruger, la più grande riserva naturale del Sudafrica. Il termine game drive indica i safari condotti a bordo di un veicolo. Il parco Kruger si può visitare in totale autonomia con la propria vettura, avendo l’accortezza di rimanere sulle strade asfaltate indicate e fare tappa nelle aree attrezzate. È vietato scendere dal veicolo al di fuori di queste zone, gli animali selvatici, per quanto si siano abituati alla presenza dell’uomo, restano comunque selvatici e non bisogna mai dimenticarlo. Entriamo dal gate di Phalaborwa alle ore 6.00. L’alba è uno dei momenti migliori per avvistare gli animali.

Riusciamo a vederne veramente tanti, con numerosi avvistamenti di branchi, a distanza molto ravvicinata: elefanti, impala, zebre, gazzelle, facoceri, struzzi, varie specie di volatili, giraffe, ippopotami, coccodrilli. È stata davvero una giornata molto bella.

È possibile pernottare nelle strutture e nei lodge presenti all’interno del Parco, un’esperienza che permette di vivere a stretto contatto con la natura, tuttavia i costi sono abbastanza elevati e per trovare posto è necessario prenotare con largo anticipo. Noi abbiamo pernottato ad Hazyview fuori dai confini del Parco, dove le strutture sono molte, in posizione strategica nelle immediate vicinanze dei gate del Parco, ma con prezzi decisamente inferiori.


5° giorno

Seconda giornata dedicata ai game drive nel Parco nazionale Kruger.

Anche questa giornata all’interno del Parco è stata molto bella, anche se abbiamo visto meno animali rispetto al giorno precedente.

Tanti branchi di impala, zebre, elefanti mentre siamo rimasti un po’ delusi dai leoni: ne abbiamo avvistati solo tre, molto in lontananza, tuttavia l’osservazione dei felini non è né facile né scontata. Usciamo dal parco Kruger e pernottiamo a Komatipoort.


6° giorno

Da Komatipoort ci dirigiamo verso lo Swaziland. La giornata è stata molto emozionante e ci ha soddisfatto completamente. Una corsa contro il tempo per le procedure di vidimazione passaporti al confine Sudafrica-Swaziland, ma alle 11.00 riusciamo ad arrivare al parco per la nostra escursione in fuoristrada con il ranger nel Parco Hlane in Swaziland.

Osserviamo a distanza vicinissima, meno di 3 metri, uno stupendo leone che fissava la nostra jeep senza traccia di paura, ad un certo punto ha fatto un ruggito e si è girato dall’altra parte, forse un po’ infastidito dalla nostra presenza. Un avvistamento davvero emozionante. Osserviamo poi gruppi di elefanti e rinoceronti che ci attraversano la strada a distanza incredibilmente vicina, davvero bellissimo. Pranziamo nel parco in un ottimo posto vicino ad un piccolo lago con rinoceronti ed elefanti che si abbeverano e dormono.

Verso le 15.00 partiamo per Shewula sulle Lebombo Mountains, ma sbagliamo strada e arriviamo fino al confine con il Mozambico, una località forse non felicissima dal punto di vista della sicurezza, ma che ci permette di avere uno scorcio di questa parte della vita africana che davvero non ha prezzo.

Ritrovata la strada maestra iniziamo a salire: si incontra una strada sterrata lunga circa 20 km, dopo 6 Km, ci si trova di fronte a un bivio, bisogna prendere a destra e proseguire fino alla fine dello sterrato, il Camp Shewula è l’ultima struttura in fondo alla strada.

La località è decisamente splendida e ha una meravigliosa vista sulle Lebombo Mountains.

Il campo è molto spartano ma caratteristico e davvero accogliente. Non c’è corrente elettrica, né luce e né acqua calda, percui è d’obbligo dotarsi di pila, anche se trovare la luna piena, come nel nostro caso, può aiutare.

Dormiamo in tipiche capanne swazi e alla sera ci viene servita un’ottima cena tipica dello Swaziland. Le donne addette alla cucina cantano mentre ci preparano la cena ed è un bel momento; certo non avremo le comodità della corrente elettrica e l’acqua calda, ma il calore e l’accoglienza delle persone del posto fanno tutto il resto e l’assenza di certi privilegi non costa più di tanta fatica. C’è vento e l’aria è fresca, dopo cena chiacchieriamo davanti ad un bel fuoco e guardiamo le stelle, momenti che restano impressi nella mente.

7° giorno

Ci svegliamo alle 6.30 e per le 7.00 partiamo per una passeggiata alla scoperta della gente del luogo. In Swaziland e in Sudafrica la giornata inizia presto e l’obiettivo che ci siamo prefissati è di osservare più da vicino la popolazione locale, cogliendo i loro attimi di vita.

Scattiamo tante foto, a bimbi soprattutto, ragazzi e donne che lavorano nei campi e aprono i loro “negozi”, che sono baracche o poco più.

Visitiamo una scuola per orfani e compriamo qualche oggetto artigianale swazi realizzato dalla popolazione locale, i cui profitti sono destinati proprio a loro.

L’impressione che abbiamo avuto è di grande povertà, ma allo stesso tempo la gente ci è sembrata felice e sorridente, affettuosa con noi, stranieri e per di più di passaggio.

Shewula è stato per noi un posto speciale, più di altri luoghi visitati durante il viaggio: il contatto con la gente, la loro semplicità, l’affetto che respiravi nell’aria, i bimbi che salutavano e ci sorridevano correndoci incontro a piedi nudi e con i vestiti sbrindellati, famiglie che vivono in capanne senza elettricità. Forse la gioia e la serenità non è nelle cose materiali, ma c’è qualcosa che va’ al di là di tutto questo e in Swaziland l’abbiamo percepito in modo chiarissimo.

Alle 9.00 facciamo un’abbondante colazione e poi riprendiamo la nostra strada, attraversiamo lo Swaziland per ritornare in Sudafrica verso il Parco Hululuwe.

8° giorno

La giornata inizia prima dell’alba per effettuare un game drive con il ranger nel Parco Hululuwe Imfolozi nello Zululand. Il Parco Hululuwe Imfolozi è bellissimo, con il suo paesaggio collinare, molto verde. Abbiamo avvistato molti animali (giraffe, zebre, elefanti, rinoceronti, facoceri, uccelli vari) tranne i felini, che ben sappiamo essere più rari da osservare.

Nel pomeriggio ci siamo recati a St.Lucia dove abbiamo effettuato un’escursione in barca sul fiume per avvistare coccodrilli e numerosi ippopotami, oltre a goderci un tramonto infuocato.

9° giorno

La giornata di oggi ha un ritmo più tranquillo: dopo colazione, facciamo un game drive in autonomia per visitare la riserva marina di St.Lucia.

Prima di partire ne approfittiamo per fare un giro e qualche acquisto nel mercato locale: compriamo qualche oggetto di artigianato e frutta, che qui è davvero molto buona.

Nella riserva marina, costituita dal grande estuario del fiume che sfocia nell’oceano, osserviamo qualche ippopotamo e coccodrillo, ma soprattutto ci godiamo l’oceano e in particolare la spiaggia sassosa di Mission Rock e quella estesa e sabbiosa con dune di Cape Vidal. Dopo pranzo ci avviamo in auto verso Durban.

La città è moderna, balneare e il nostro hotel si affaccia proprio di fronte all’Oceano Indiano; il rumore delle onde, lungo e profondo, è persistente ma concilia il sonno.

Durban è una grande città ma piuttosto pericolosa, soprattutto di sera. Ceniamo nel ristorante dell’hotel e poi andiamo a letto presto perché la mattina seguente abbiamo all’alba il volo per Porth Elisabeth per la seconda parte del viaggio, che ci porterà ad esplorare la zona più meridionale del Sudafrica.


10° giorno

La sveglia suona prestissimo oggi, alle 3.30 perchè dobbiamo prendere dall’aeroporto di Durban il volo interno per Porth Elisabeth e iniziare a percorrere la Garden Route N2.

Il protagonista assoluto di oggi è l’Oceano Indiano: ci fermiamo a Jeffrey’s Bay per ammirare la spiaggia e i surfisti all’opera mentre cavalcano le onde.

Arriviamo nel primo pomeriggio al Parco nazionale Tsitsikama, una meraviglia e una forza della natura. Onde impetuose e immense davanti a noi, uno spettacolo che lascia senza parole. Scattiamo decine di foto all’oceano, alle onde che sono una diversa dall’altra, e facciamo una passeggiata esplorativa fino ai famosi ponti sospesi che però oggi sono chiusi. Ha piovuto molto ieri e sono un po’ scivolosi, anche a causa del vento e delle onde. Pernottiamo nelle “oceanette”, chalet di legno posizionati proprio di fronte all’oceano, con il rumore delle onde che continua forte in sottofondo.

11° giorno

La mattinata è dedicata interamente alle escursioni nel Parco nazionale Tsitsikama e a contemplare l’oceano: trekking dei ponti sospesi e Waterfall trek, il panorama sull’Oceano Indiano è davvero da lasciare senza fiato, con scogliere, rocce dalle forme strane e l’oceano blu, immenso.

Nel pomeriggio ci mettiamo in viaggio verso Mossel Bay e durante tragitto ci fermiamo ad osservare il ponte per baging jumping più alto del mondo, ben 216 metri. Lungo la strada osserviamo i vari panorami della Garden Route, belli e diversi tra loro.

Pernottiamo a Mossel Bay e ceniamo al King Fisher, uno dei locali migliori per mangiare l’ottimo pesce, percui questa zona è rinomata.



12° giorno

Dopo colazione partiamo per ammirare il faro di Mossel Bay e il panorama sulla costa, poi ci rimettiamo in marcia lungo la Whale Route.

Percorriamo 140 Km di sterrato fra colline e colori spettacolari: il blu del cielo, il giallo e il viola dei fiori selvatici e il verde dei prati, ci godiamo lo spettacolo divertente degli struzzi che “danzano” per noi, appena vedono arrivare l’auto. Arriviamo infine a De Hoop e a Koppie Allen dove ci troviamo di fronte ad un paesaggio che ci lascia senza parole: dune di sabbia bianchissima, l’oceano azzurro e tante balene che con i piccoli nuotano vicino alla costa, si vedono benissimo e senza fatica ad occhio nudo. I piccoli addirittura saltano con piroette fuori dall’acqua.

Ma la giornata non è ancora finita, ci aspetta Cape Agulhas, il punto più  a sud dell’Africa oltre che punto di incontro tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico.

Riprendiamo il viaggio in auto e ci dirigiamo verso Hermanus, città famosa per gli avvistamenti di balene e patria del “whale watching”.

13° giorno

La giornata di oggi appartiene a quelle da ricordare e da stamparsi per tutta la vita nella memoria.

A Hermanus abbiamo fatto un’escursione in barca per l’avvistamento delle balene. È stata un’esperienza davvero indimenticabile: un incontro ravvicinato e bellissimo con un branco di balene e i loro piccoli, che nuotavano accanto alla nostra barca, emergendo e tuffandosi più volte.

Le balene sono passate così vicino alla nostra barca, che gli spruzzi usciti dallo sfiatatoio ci hanno colpito in pieno il viso. Un avvistamento emozionante e quasi commovente.

Terminata l’escursione, ci siamo diretti a Betty’s Bay per un simpatico incontro con la colonia di pinguini, che vive su questo tratto di costa, sono animali davvero buffi ma agilissimi in acqua.

Nel tardo pomeriggio arriviamo finalmente a Cape Town. 

14° giorno

La giornata è dedicata a Cape Town e alle attrazioni dei dintorni, nonostante il cielo sia molto coperto ed è prevista pioggia.

Iniziamo con la Table Mountain, la montagna piatta alta 1.000 m che sovrasta Cape Town.

Effettuiamo la salita in cabinovia e giunti in cima, ci attende un panorama spettacolare sulla città e su Robben Island, piccola isola famosa per il suo carcere nel quale venne rinchiuso per ben 27 anni Nelson Mandela, il primo Presidente eletto dopo la fine dell’apartheid in Sudafrica.

Scesi dalla Table Mountain ci siamo diretti verso il Capo di Buona Speranza, dove abbiamo fatto un breve trekking da Cape Point fino a Cape of Good Hope: lungo tutto il percorso si ammirano panorami e scogliere mozzafiato sull’oceano, davvero bello.

Nel pomeriggio purtroppo il tempo si è guastato con una pioggia torrenziale, ma per fortuna, una piccola tregua ci ha dato modo di vedere comunque tutto quello che avevamo programmato, tra cui una visita alla colonia di pinguini di Simon’s Town.

15° giorno

Avevamo pianificato un’escursione in traghetto fino a Robben Island, tuttavia a causa del maltempo non siamo riusciti ad andare.

Ci siamo quindi gustati con tutta calma i vari quartieri di Cape Town, incuranti della pioggia, girando tra le sue strade e facendo acquisti di artigianato locale, il contatto con la gente del luogo rappresenta sempre un arricchimento culturale e umano.

Cape Town è una città moderna ma appena fuori dai suoi confini ci sono chilometri e chilometri di township, terra di nessuno, ville lussuose circondate da filo spinato e risposta armata in caso di intrusione, tanta gente, neri soprattutto, senza un’occupazione, povertà accanto a ricchezza.

Sebbene l’apartheid sia finito anni fa e il Sudafrica ora sia una nazione unita, nella pratica le differenze tra neri e bianchi sono ancora forti: ci sono i quartieri per i bianchi e quelli per i neri, alla tv pubblicità che propongono prodotti per bianchi e cose diverse per i neri. Abbiamo notato ancora poca integrazione: tranne forse a Cape Town, negli altri luoghi la distinzione è ancora ben evidente e forse ci vorranno ancora tanti anni per dimenticare l’odio e i torti del passato storico sudafricano.

Per cena siamo andati al Mama Africa, un locale molto apprezzato e conosciuto, con musica sudafricana dal vivo, con percussioni e marimba, una musica che mette allegria.

È stata una scelta davvero azzeccata per trascorrere l’ultima serata in Sudafrica, domani mattina si riparte, ci attendono 14 ore di volo che ci riporteranno in Italia.



16-17° giorno

Volo di rientro Cape Town – Johannesburg - Italia.