Berillorosso

Sudafrica (parte nord) 

(14-27 agosto 2017) 


Durata: 13 giorni


Punti di interesse

Pilanesberg National Park, Madikwe Game Reserve, Kalahari Manganese Field, Kgalagadi Transfrontier Park, Augrabies Falls National Park, Riemvasmaak Community Conservancy, The Big Hole Kimberley.


Itinerario 

La parte Nord del Sudafrica è molto bella, dominata in gran parte dal deserto del Kalahari, rappresenta un ambiente più selvaggio e meno turistico rispetto alla Parte Sud del Paese.

Per questo motivo è consigliabile come secondo viaggio o eventualmente come estensione ad un viaggio nella parte meridionale del Sudafrica oppure in Botswana o Namibia, data l’estrema vicinanza a questi due Paesi.


È fortemente consigliato dotarsi di un veicolo 4X4 per poter affrontare al meglio alcuni sterrati, inoltre è indispensabile dotarsi di patente internazionale per poter noleggiare un’auto.

Per organizzare i vari spostamenti occorre tenere presente che il mese di agosto in Sudafrica è inverno, pertanto alle ore 18.00 è già buio.


Nei nostri resoconti di viaggio di solito non indichiamo le strutture di pernottamento, in quanto con i motori di ricerca quali Booking o Trivago è possibile trovare numerose offerte interessanti, in relazione al proprio periodo di viaggio. Tuttavia per i parchi verranno riportati i campi tendati dove abbiamo pernottato, in quanto si tratta di luoghi veramente belli e particolari, nei quali vale la pena fare un’esperienza.  

1° giorno

Volo Italia-Johannesburg.



2° giorno

Arriviamo a Johannesburg nel primo pomeriggio, voli regolari. Ritirati i bagagli ci occupiamo di alcune questioni logistiche come il cambio euro con rand sudafricani e il ritiro della nostra auto a noleggio, che ci accompagnerà in questo viaggio per luoghi remoti e selvaggi.

Iniziamo il nostro viaggio con una prima tappa di trasferimento fino a Sun City dove pernottiamo al Cabanas Hotel. 

3° giorno

Dopo colazione ci dirigiamo verso il Parco nazionale Pilanesberg a circa 30 Km da Sun City. Prendiamo possesso della nostra tenda presso il Pilanesberg Tented Safari Camp. Il Parco offre pacchetti turistici a prezzi interessanti: il nostro comprende pernottamento, cena, colazione e due game drive con il ranger, uno alla sera e uno all’alba. Sistemati i bagagli nella tenda che ci è stata assegnata, prendiamo l’auto e iniziamo un game drive in autonomia. Il Parco è molto bello e con vari ambienti, collina, pianure, piccoli laghi e zone umide. Riusciamo a vedere diversi animali: impala, gnu, facoceri, ippopotami, due leoni in lontananza, zebre, elefanti, manguste, scimmie, tartarughe, giraffe e kudu. Il Parco è famoso anche per le numerose specie di volatili, noi abbiamo potuto osservare l’aquila pescatrice, il cormorano, la spatola bianca, il martin pescatore, l’airone grigio e la civetta. Facciamo pranzo nell’area attrezzata al centro del parco, in compagnia di una giraffa, che in quel momento sostava nel prato di fronte alla terrazza del locale.

Torniamo al campo, ci riposiamo un po’ e alle 16.00 partiamo in jeep con la nostra guida per il game drive serale. Gli avvistamenti sono interessanti: rinoceronte, sciacallo, coccodrillo e soprattutto un branco di cinque leoni che avevano appena cacciato una zebra. Rientriamo al campo che è buio, ceniamo e poi ci rifugiamo in tenda, in quanto si è alzato un vento molto forte.

4° giorno

Ci alziamo all’alba, un po’ assonnati e infreddoliti, ma dopo un buon caffè caldo siamo pronti per il game drive con il ranger in un’altra zona del Parco nazionale Pilanesberg. È ancora buio, ma puntando la pila mentre camminiamo, ci accorgiamo che nel campeggio gli impala girano tranquillamente e così pure le manguste. Saliamo sulla jeep e guidati dal ranger facciamo nuovi avvistamenti di animali: rinoceronte, iena, giraffa, gnu, impala, kudu, facoceri, ippopotami, eland, springbok. Riusciamo a vedere da vicino anche un uccellino variopinto, con le piume colore dell’arcobaleno chiamato lilacbreasted roller. Il parco, oltre che per la sua fauna, merita un viaggio anche per la varietà dei paesaggi, numerose colline si alternano a laghi, piccoli fiumi, zona di savana alta e aree con savana bassa.

Tornati al campo, dopo la colazione, prendiamo l’auto e ci dirigiamo verso la Madikwe Game Reserve, la quinta riserva più grande del Sudafrica e una delle meno conosciute, sebbene sia una delle migliori aree di conservazione del Paese e sia possibile avvistare tutti i Big 5 (elefante, leone, rinoceronte, bufalo, leopardo). Madikwe è visitabile solo accompagnati dai ranger e solo pernottando in una delle strutture presenti nella riserva, che offrono pacchetti che comprendono pernottamento, pasti e game drive con i ranger.

Noi abbiamo trascorso due giorni al Mosethla Bush Camp and Eco Lodge, un luogo fantastico, dove è possibile vivere l’esperienza di un safari autentico. Il campo non è recintato percui gli animali possono girare indisturbati soprattutto di notte, i bungalow sono costruiti su palafitte in legno e sono tendati, non c’è corrente elettrica ma per la luce si utilizzano le lanterne e il fuoco.

Siamo stati accolti dalla nostra ranger Kgomotso, che ci ha accompagnato in tutti i quattro game drive che abbiamo fatto a Madikwe, e da Monica che ci ha spiegato alcune regole da seguire all’interno del campo (come preparare l’acqua calda per la doccia con il donkey boiler, il funzionamento degli eco-bagni, gli orari dei pasti, consumati rigorosamente tutti insieme e con pietanze preparate sul fuoco) e alcune precauzioni da seguire per la notte. La regola è semplice: non uscire dal campo, in quanto gli animali girano di notte e in particolare un bufalo, che vive in zona e ha l’abitudine di avvicinarsi molto al campo.  

Il game drive del pomeriggio a Madikwe è stato spettacolare. Il posto è fantastico, con paesaggio molto vario e abbiamo fatto bellissimi avvistamenti: un branco di circa 100 elefanti tutti ricoperti di terra rossa, rinoceronte bianco, impala, dik-dik, orici, gnu, zebre, ma soprattutto due ghepardi, vicinissimi alla nostra jeep. È la prima volta che riusciamo a vedere cheetah, un animale stupendo, elegante e timido, è stata un’emozione molto forte, difficile da descrivere.

Tornati al campo nella sala comune ci è stata servita la cena, davvero ottima, e poi abbiamo passato la serata davanti al fuoco a chiacchierare e a scambiarci impressioni con gli altri ospiti. 

Il vento freddo non ci ha abbandonato per tutta la notte e le borse di acqua calda che ci hanno fornito sono state davvero utili.

5° giorno

Il vento freddo ci ha dato il benvenuto anche questa mattina. Dopo un buon caffè caldo, coperti da più strati di maglie, giacca, cappello e guanti di lana e avvolti dal nostro inseparabile plaid, partiamo per il game drive del mattino. È ancora buio. I due ranger del campo, Kgomotso e Johnny, sempre in contatto radio, battono piste diverse e il primo che avvista qualche animale avvisa l’altro. Sono davvero una grande squadra. Il primo avvistamento viene fatto da Johnny, che subito ci avverte per radio: si tratta di un leone dalla criniera nera che sta bevendo in una pozza. Arriviamo a vederlo vicinissimo, una creatura davvero maestosa e senza paura. Annusa il terreno e si incammina per la sua strada, in cerca della femmina, noi con le jeep lo seguiamo per un tratto rimanendo ad una certa distanza, anche se lui non si cura affatto di noi.  

Mentre lo seguiamo, Kgomotso si accorge di alcune orme sul terreno e ci dice che da poco sono passate due femmine con i piccoli. Lasciamo il leone alla sua vita e iniziamo una ricerca a zig-zag attraverso il bush, mentre la nostra simpatica guida osserva le impronte e individua di volta in volta la direzione da prendere. Dopo aver attraversato in lungo e in largo il bush per oltre un’ora, alla fine ecco la sorpresa e l’avvistamento forse più bello e appagante di tutto il viaggio: due leonesse con i loro piccoli, proprio come aveva osservato Kgomotso. La prima leonessa con una cucciolata di quattro leoncini di un mese e la seconda con due giovani leoni di sei mesi. Scattiamo decine di foto, video e ci godiamo questa passeggiata familiare: le leonesse davanti e i piccoli dietro in fila indiana, i piccoli leoncini a turno vengono presi in bocca dalla mamma per non farli stancare troppo, un avvistamento davvero bellissimo ed emozionante.

I leoncini miagolano e si lamentano, sono piccoli e si stancano presto di camminare, ma la mamma leonessa con un ruggito riporta tutti all’ordine. Salutiamo le due famigliole e ci avviamo in direzione del campo, lungo il ritorno incontriamo giraffe, elefanti, kudu, impala, gnu e zebre.

Il sole è già alto e scalda l’aria. Ci rilassiamo al campo, pranziamo tutti insieme e chiacchieriamo con gli altri ospiti, in attesa dell’uscita del pomeriggio.

Kgomotso viene a prenderci puntualissima alle 15.30, l’obiettivo ora è provare a trovare il leopardo, che tra i Big 5 è il più schivo e difficile da avvistare. Andiamo in un’altra zona della riserva, piena di alberi e rocce, habitat ideale del leopardo, anche se la nostra ricerca purtroppo non porterà alcun risultato. Osserviamo un enorme branco di elefanti, almeno 300 esemplari, di ogni età e dimensione, vediamo un po’ da lontano un caracal e poi zebre, giraffe e verso il tramonto ci attraversa all’improvviso la strada una mamma rinoceronte con il suo piccolo di poche settimane. 

Anche se non siamo riusciti a vedere il leopardo, la giornata è stata talmente emozionante che siamo completamente soddisfatti e felici ugualmente.

Ceniamo tutti insieme e questa sera abbiamo la fortuna di conoscere Chris, il proprietario di Mosethla, una persona incredibile, che ci ha raccontato tante cose interessanti sugli elefanti, sui rinoceronti e sul progetto del parco che lui ha contribuito a far nascere. Il suo affetto per questa terra è davvero contagioso e il suo lavoro nella riserva è una continua missione per proteggere gli animali nel loro ambiente naturale.


6° giorno

È il nostro ultimo game drive a Madikwe. Usciamo come sempre all’alba e incontriamo subito il famoso bufalo, appena fuori dal campo. Ci soffia contro e muove le zampe per caricarci, ma poi subito si allontana, decisamente un animale un po’ pazzo, imprevedibile e per questo pericoloso.  

Lungo la strada avvistiamo elefanti, giraffe, gnu, zebre, facoceri e osserviamo veramente da vicino un caracal. Kgomotso ci spiega che è un avvistamento difficile, è più facile vedere un leone piuttosto che un caracal, in quanto è un felino solitario e schivo, quindi siamo stati molto fortunati. 

Ma la mattinata non è ancora finita, poco lontano ci sono due ghepardi che fanno colazione con il giovane kudu che hanno appena cacciato. Anche questo avvistamento è incredibile e li vediamo proprio da vicino. Siamo alla fine della nostra permanenza a Madikwe e sappiamo già che ci mancherà.  Ringraziamo Kgomotso per le emozioni che ci ha regalato e salutiamo tutti con affetto.

Riprendiamo la nostra auto, usciamo dal gate di Abjaterskop e prendiamo la strada in direzione di Zeerust, Mafikeng e Vryburg.

Attraversiamo zone desolanti, solo township, baracche, qualche fattoria, nessuna area di servizio, per chilometri siamo gli unici uomini bianchi. Arriviamo a Kuruman in serata e pernottiamo al Kuruman Inn Hotel.


7° giorno

Dopo colazione facciamo rifornimenti a Kuruman, in quanto è la città meglio servita della zona e nei prossimi due giorni abbiamo in programma di affrontare il Parco nazionale Kgalagadi, un parco molto selvaggio, nel mezzo del deserto del Kalahari ed è indispensabile arrivare equipaggiati di viveri e acqua. Da Kuruman partiamo in direzione della città mineraria di Hotazel, con l’obiettivo di esplorare il Kalahari Manganese Field. Si tratta del giacimento di manganese più grande del mondo, le miniere sono tante e in alcune di queste sono stati rinvenuti campioni di rodocrosite e minerali di manganese tra i più belli del mondo. Le miniere si vedono molto bene dalla strada e sono quasi tutte attive, percui l’ingresso ai turisti è vietato. Passiamo man mano le miniere e i villaggi minerari di Black Rock Mine, Wessels Mine, Chwaning Mine e vediamo la Sishen-Saldanha Railway, la linea ferroviaria che collega le varie miniere e che trasporta il minerale estratto, lunga complessivamente oltre 800 Km.

Da Hotazel prendiamo la strada in direzione di Ashkam dove ci attendono ben 160 Km di sterrato. Il paesaggio è molto bello, con dune ricoperte di vegetazione e si vedono anche alcuni animali come suricati, aquile e branchi di orici. Tuttavia almeno i primi 100 Km di sterrato sono piuttosto impegnativi ed è indispensabile avere un mezzo 4X4, pertanto consigliamo di raggiungere Ashkam da Upington, in quanto la strada è decisamente migliore. Arriviamo nel tardo pomeriggio ad Ashkam, una cittadina in mezzo al nulla, ma molto accogliente. Pernottiamo al Camelthorn Caravan Park and Guesthouse: il posto è bellissimo, la sistemazione è ottima e i proprietari molto gentili, ci hanno fornito tutto l’occorrente per cucinare un fantastico brai sotto le stelle (per i sudafricani il brai è la grigliata di carne fatta al barbecue).

La serata è bellissima, tiepida e fuori si sta volentieri, inoltre siamo ormai a pochi chilometri dal Kgalagadi Trasfrontier Park.   




8° giorno

Dopo colazione partiamo all’alba diretti al Kgalagadi Trasfrontier Park. Si tratta di un parco transfrontaliero, il cui territorio è suddiviso tra Sudafrica, Namibia e Botswana, area interamente occupata dal deserto del Kalahari, famoso per l’elevata concentrazione di felini.

Visitare il Kgalagadi in autonomia è possibile, tuttavia il Parco è molto vasto ed è il più selvaggio e meno attrezzato del Sudafrica: questo da un lato aumenta il suo fascino, ma dall’altro non deve essere preso con leggerezza. Sebbene le guide indicano che alcune piste possono essere percorse anche con veicoli normali (sedan vehicle), è fortemente consigliato dotarsi di un mezzo 4X4, le strade sono tutte sabbiose e sterrate e l’insabbiamento è un’eventualità tutt’altro che rara.

Prima di iniziare a girare nel Parco è obbligatorio regolare la pressione dei pneumatici a 1.6 proprio perchè il terreno è sabbioso ed è necessaria una maggiore aderenza. 

Inoltre è indispensabile accedere al Parco equipaggiati di viveri, acqua, fiammiferi o accendino perché la maggioranza delle sistemazioni sono fai da te (self catering) e i luoghi per approvvigionarsi sono pochi e molto distanti tra loro.

Noi abbiamo visitato la parte meridionale del Kgalagadi tra Sudafrica e Namibia: siamo entrati da Twee Rivieren e siamo arrivati fino a Mata Mata, pernottando nel Kalahari Tented Camp, al confine con la Namibia.

Il parco è molto grande, il paesaggio è desertico con dune giallo-arancio, ma diversamente da quanto si possa pensare è anche molto verde, con vaste praterie e alberi di acacia maestosi. Si vedono molti animali in grandi branchi, soprattutto orici, gnu, springbok, struzzi, giraffe e suricati, visibili senza difficoltà nelle pianure e in vicinanza delle pozze d’acqua. L’appostamento nei pressi di pozze d’acqua è anche il modo migliore per riuscire ad avvistare i felini. 

Verso sera abbiamo visto interessanti animali notturni: civette, gatto selvatico, istrice, sciacallo, coyote e fennec.

Dormiamo nella tenda posizionata sopra palafitte di legno del Kalahari Tented Camp, un campo tendato non recintato, che si affaccia su una grande pianura dove gli animali talvolta vengono ad abbeverarsi. La notte è piena di suoni e rumori, non sentiamo il ruggito del leone ma il campeggio è noto per i branchi di iene che si aggirano di notte. Abbiamo quindi potuto sperimentare con le nostre orecchie, il grido di richiamo delle iene che di notte zampettavano proprio fuori dalla nostra tenda, un verso quasi demoniaco, che fa davvero accapponare la pelle.

9° giorno

All’alba partiamo in auto verso Twee Rivieren. Lungo il percorso avvistiamo gruppi di orici, springbok, gnu, struzzi e finalmente intorno alle 8.30 riusciamo a vedere da vicino due giovani leoni che si abbeverano in una pozza d’acqua. Veramente un bel avvistamento.

Intorno all’ora di pranzo usciamo dal Kgalagadi e proseguiamo su comoda strada asfaltata in direzione di Ashkam. In zona è possibile effettuare l’itinerario delle dune rosse del Kalahari e per chi fosse interessato, fare surf sulle dune di sabbia. 

Da Ashkam a Upington si attraversa il deserto del Kalahari: dune rosse ricoperte di cespugli giallo-verdi a perdita d’occhio. Si oltrepassano poi Goerapan e Norokeipan, estesi depositi di sale bianco. Da Upington ci dirigiamo poi a Kakamas dove pernottiamo.

10° giorno

Kakamas è una cittadina accogliente, piena di vitigni e alberi da frutta, sui quali è basata l’economia della zona. La giornata è dedicata all’esplorazione delle attrazioni presenti nei dintorni, che sono molto interessanti dal punto di vista paesaggistico.

La nostra prima tappa è il Parco nazionale delle Augrabies Falls, le cascate sul fiume Orange. La visita alle cascate è una bella passeggiata su un sentiero roccioso scavato dal fiume e su robuste passerelle in legno, che consentono di ammirare le varie viste sul canyon scavato dal fiume Orange e i vari salti fatti dalle cascate. Il panorama è davvero molto bello. In zona è possibile avvistare anche animali: zebre, giraffe, orici, antilopi, scimmie, babbuini e procavie delle rocce.

La seconda tappa è rappresentata dall’esplorazione della Riemvasmaak Community Conservancy. La zona è a dir poco spettacolare e il paesaggio bellissimo e selvaggio, con deserto di sabbia rossa e rocce di color rosso fuoco, che formano rupi, gole e montagne scoscese dalle forme e architetture sempre diverse.

Da Augrabies Falls percorriamo15 Km di sterrato impegnativo, ma nonostante l’attenzione alla guida e la strada non proprio agevole, il panorama ci lascia senza parole.

Arriviamo infine al villaggio di Riemvasmaak: si tratta di una township, dove le case sono costruite in latta e materiali di recupero. La comunità sopravvive grazie al turismo, per via dei numerosi sentieri sterrati da percorrere in quad o mezzi 4X4, circondati da un paesaggio naturale di rara bellezza e per i bagni nella pozza di acqua calda minerale (hot spot) che attira molti turisti.

A livello mineralogico, queste montagne sono note per il ritrovamento di una varietà di fluorite verde intenso, spesso associata a quarzi ametista.

La gente di Riemvasmaak è molto cordiale, ci raccontano della vita nel villaggio e ci invitano a entrare nelle loro case, nonostante siano molto poveri ci danno comunque una lezione di grande dignità. Senza quasi accorgerci trascorriamo in loro compagnia quasi tre ore. È stata un’esperienza umana incredibile in un paesaggio naturale altrettanto incredibile.

Partiamo da Riemvasmaak e ci dirigiamo a Upington dove pernottiamo.

11° giorno

Dopo un’abbondante colazione partiamo da Upington per raggiungere Kimberley, la città famosa per l’estrazione dei diamanti. Lungo la strada incontriamo numerosi mezzi pesanti per il trasporto delle risorse minerarie, questa zona infatti, posta a sud del Kalahari Manganese Field, è altrettanto ricca di miniere attive di ferro e manganese (Lomotek Mine, Emong Mine, Sendibeng Mine,Kolamela Mine). L’area è abbastanza desolata, non c’è praticamente nulla, è quasi disabitata e senza punti dove poter sostare.

Nel primo pomeriggio arriviamo a Kimberley dove visitiamo The Big Hole, la prima grande miniera di diamanti a cielo aperto del Sudafrica, oggi trasformata in un museo, di proprietà della De Beers, la società nota per la vendita di gioielli e pietre preziose. Si tratta del più grande scavo al mondo realizzato a mano dall’uomo, attraverso il lavoro di braccia e piccone. La voragine è imponente e il fondo oggi è occupato da un lago: è profonda 215 metri, larga 240 metri e con una circonferenza di 1,6 Km. Dal Big Hole di Kimberley sono state estratte circa 3 tonnellate di diamanti, impiegando oltre 50.000 minatori. La visita al museo e al villaggio minerario sono interessanti e rappresentano uno spaccato della corsa ai diamanti vissuta in Sudafrica tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Terminata la visita andiamo al Kalahari Lodge per la cena e il pernottamento.


12° giorno

La giornata di oggi è una tappa di trasferimento che da Kimberley ci porterà a Johannesburg. Attraversiamo sterminati campi coltivati a granoturco e girasole, vaste pianure, oltrepassando i paesi di Hoopstad, Bothaville e Vredefort.

Per pranzo e per sgranchirci le gambe ci fermiamo a Parys, una cittadina accogliente piena di piccoli negozi di artigianato e botteghe d’arte.

Superata Parys l’autostrada prosegue con un susseguirsi di township più o meno grandi e per un tratto, costeggiamo quella di Soweto, estesa a perdita d’occhio.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Johannesburg dove ci attendono cena e pernottamento. 


13° giorno

Volo Johannesburg - Italia


Per approfondimenti:

Parchi Sudafrica: 


Pilanesberg Tented Safari Camp: 

Mosethla Bush Camp and Eco Lodge: 


Camelthorn Caravan Park and Guesthouse: 

Kalahari Tented Camp: