Berillorosso

VAL CODERA – il sentiero Tracciolino 

Novate Mezzola (SO) - Lombardia - Italia

(luglio 2012) 

1° giorno

 Finalmente riusciamo a concretizzare un’idea che abbiamo in testa da un alcuni anni: andare alla scoperta della Val Codera, una valle nascosta tra le montagne, accessibile solo a piedi oppure in elicottero. Uno dei motivi che rendono famosa questa valle è la presenza di numerosi minerali e soprattutto di notevoli esemplari di acquamarina, per cui la Val Codera è famosa.

Ci siamo procurati l’interessante libro Itinerari mineralogici in Val Codera di G.Mazzoleni e S.Ghizzoni il quale raccoglie circa una trentina di sentieri alla scoperta dei minerali.

Decidiamo di seguirne due più escursionistici per avere un primo contatto con la Val Codera.


Lasciata l’auto nel parcheggio della scuola elementare di Novate Mezzola, zaini in spalla iniziamo a salire, sono circa le 14.30.

Il sentiero è abbastanza ripido, costituito da gradoni in roccia, per pochi tratti piuttosto soleggiato e per altri, per fortuna, totalmente immerso nell’ombra dei boschi di castagno.


È tutto un percorso a saliscendi, scandito dalle cappelle votive alla Madonna che circa ogni mezz’ora di salita appaiono sul cammino. Dopo circa un’ora e un quarto di cammino arriviamo al villaggio di Avedee, oltrepassato il quale iniziamo a scorgere il paese di Codera, bellissimo e incastonato tra le montagne e i il verde dei boschi.


Dopo quasi due ore di cammino, intorno alle 17.00 arriviamo a Codera e prendiamo possesso del nostro alloggio presso il rifugio Osteria Alpina, un ambiente giovanile, semplice e molto accogliente. Dato che le camere sono state già tutte occupate, ci viene assegnato un piccolo appartamentino in una delle caratteristiche case di pietra.


Dopo una doccia ristoratrice, ci lanciamo nell’esplorazione di Codera. Il paesino è davvero accogliente e pittoresco, un museo a cielo aperto. Visitiamo i tre musei presenti:  mineralogico-geologico (molto bello e con interessanti campioni di minerali e rocce del luogo), etnografico e il museo della castagna.


Dopo una cena di tutto rispetto, ci concediamo due passi e quattro chiacchiere con la gente del posto, per poi terminare la giornata con una bella dormita.    


2° giorno

Dopo colazione, per le ore 8.00 circa ci mettiamo in cammino lungo il sentiero denominato Tracciolino. Attraversiamo due bellissimi ponti in pietra sul torrente Codera che in questo punto ha eroso la roccia creando un vero e proprio canyon. 

Risaliamo il versante opposto e continuiamo a salire fino ad arrivare a quota 900 metri, dove inizia il vero e proprio Tracciolino. 

Il Tracciolino è un sentiero praticamente pianeggiante a mezza costa, utilizzato in passato per il trasporto dei minerali e del granito che veniva estratto in questa vallata. 

Oltrepassiamo alcuni paesini minuscoli, totalmente isolanti (Cola, Cii) e pare impossibile che siano abitati vista la lontananza dalla città e l’isolamento, in quanto anche questi paesi, come Codera sono raggiungibili solo a piedi.


Giungiamo ad un bivio e seguiamo in direzione S. Giorgio, un paesino costruito interamente in pietra, davvero molto carino.


Riprendiamo il cammino in direzione Novate Mezzola (il nostro punto di partenza) e facciamo un paio di soste a rovistare speranzosi tra le discariche abbandonate di due cave di granito, ma a parte qualche misero ritrovamento di muscovite, non troviamo niente degno di nota.


Questo primo contatto con la Val Codera ci ha soddisfatto in pieno e abbiamo intenzione di sperimentare gli altri sentieri mineralogici (ad esempio la Valle dei Ratti, il Rifugio Bresciadega e il Rifugio Brasca) che portando a quote maggiori forse consentono di ritrovare dei campioni più interessanti.


Se volete saperne di più, ecco un link dove trovare tutte le informazioni necessarie: