Berillorosso

Val Maira

(Cuneo)

(6 agosto 2014)

Durata: 1 giorno


Itinerario 


La Val Maira è una valle alpina che si trova in Provincia di Cuneo e prende il nome dal torrente Maira che la attraversa. La valle è molto bella, presenta numerosi aspetti d’interesse geologico e offre numerosi sentieri escursionistici da percorrere.

L’itinerario di seguito descritto è di un giorno solo ed è organizzato in tre tappe da percorrere in auto, con brevi passeggiate a piedi alla portata di tutti e consente di apprezzare alcune delle bellezze geologiche tipiche di questa valle. 

1° tappa

Cascate dello Stroppia - Rocca Provenzale - Torre Castello


Arrivati a Cuneo è necessario seguire le indicazioni per Acceglio e superato il paese proseguire fino a Chiappera, l'ultimo borgo abitato dell'Alta Val Maira.

Da qui, seguendo le indicazioni, la strada prosegue ancora con un breve tratto di asfalto che si conclude su uno sterrato e un ampio parcheggio dove è possibile lasciare l’auto.

Dal parcheggio si percorre a piedi la strada sterrata che conduce proprio sotto le cascate. 

Le cascate dello Stroppia, con un salto di quasi 500 metri di dislivello, sono le più alte d’Italia e raggiungono la loro massima portata nei mesi tardo primaverili quando le acque dei ghiacciai scendono dal Vallonasso di Stroppia, una valle glaciale sospesa, per riversarsi nel sottostante torrente Maira. Nonostante la loro altezza, queste cascate sono poco conosciute sia perché si trovano ad alta quota sia per la ridotta portata delle acque. 

Per chi fosse interessato e avendo più tempo a disposizione, segnaliamo che alla fine della strada sterrata proprio a ridosso delle cascate, parte il sentiero che conduce in circa 2 ore di cammino al Rifugio Stroppia e che costeggia lungo tutto il percorso le cascate.


Sempre lungo la strada sterrata, è inoltre presente sulla sinistra l’indicazione per il sentiero che conduce ad una vecchia miniera di carbone, indicata con segnavia azzurro.

Per completare l’intero percorso ad anello per la miniera servono circa 2,30-3,00 ore di cammino, consigliamo tuttavia di percorrere anche solo i primi 20-30 minuti di strada fino al vecchio bunker militare (che si incontra sulla sinistra) in quanto lungo questa parte di sentiero, si gode di uno spettacolare panorama sul corno roccioso della Rocca Provenzale e della Torre Castello.

Dal punto di vista geologico, queste formazioni rocciose risalgono al Triassico (250-200 milioni di anni fa) e sono costituite da un monolito quarzitico interessato da piani di scistosità e fratturazioni nord-sud, con inclinazione orientata verso ovest.

2° tappa

Vallone di Elva – Elva


Tornati al parcheggio, si riprende l’auto e da Chiappera si ripercorre la strada in direzione di Acceglio, seguendo le indicazioni per Elva, svoltando a sinistra poco dopo aver oltrepassato il paese di Stroppo.

Il Vallone di Elva è una strada carrozzabile lunga 10 Km, chiusa da pareti di roccia viva, fiancheggiata da dodici gallerie scavate nella roccia che riservano un paesaggio mozzafiato.

Le rocce che si attraversano erano antiche barriere coralline che nei millenni geologici sono state modellate, piegate e incise dall’azione del torrente che ha creato un impressionante canyon, l’Orrido di Elva.

La strada non è molto larga ma ci sono almeno 2/3 punti dove è possibile sostare e ammirare queste antiche falesie.


Terminata la strada si raggiunge il paese di Elva, formato da piccoli gruppi di case divise in borgate, sparse qua e là in una conca formata da prati e da boschi di pini e larici e circondata da una catena di colli. Percorrendo le strette vie del paese, costruito interamente in pietra con muri a secco e tecnica a spacco, si respira la cultura provenzale.

La Chiesa Parrocchiale di Elva risale al 1300 ed è un piccolo gioiello: all’interno è completamente decorata con affreschi risalenti alla fine del XV e inizio del XVI secolo ad opera del pittore fiammingo Hans Clemer definito, proprio per la bellezza di questa sua opera, il "Maestro di Elva". La Chiesa è chiusa e per visitarla occorre richiedere le chiavi al gestore della vicina locanda San Pancrazio.

Un’altra cosa interessante da vedere è il Museo dei Pels: i Pelassiers erano i raccoglitori di capelli che partivano da Elva all'inizio dell'autunno (quando i lavori agricoli erano terminati) per raggiungere la Lombardia, il Veneto ed ovunque potessero trovare una donna o una ragazza disposta a cedere la propria folta chioma in cambio di qualche soldo.

I capelli raccolti in giro per l’Italia venivano portati a Elva, trattati da mani esperte per essere  trasformati in pregiate parrucche che venivano poi inviate in tutto il mondo.

Segnaliamo infine che nella piazza del paese è allestita un’area coperta con tavoli e panche dove è possibile pranzare al sacco in autonomia.

3° tappa

Riserva Naturale dei Ciciu del Villar


Partendo da Elva si ripercorre il Vallone fino a Stroppo, si torna sulla strada principale che attraversa la Val Maira fino a Dronero a da lì si seguono le indicazioni per Villar San Costanzo, il paese dei Ciciu.

La riserva naturale dei Ciciu del Villar è nata per proteggere un fenomeno di erosione molto particolare denominato "colonne di erosione" che si è formato ai piedi del massiccio del monte San Bernardo. Queste formazioni sono sculture naturali, a forma di fungo, il cui cappello è costituito da un masso erratico di tipo granitico (gneiss occhiadino) ed il cui gambo è formato da argilla ricca in ferro (che conferisce il colore rossastro) e pietrisco. 

Queste colonne di erosione prendono il nome popolare di Ciciu, parola piemontese che significa pupazzo, fantoccio.

Nella riserva sono state censite 480 formazioni in un'area di circa 0,25 km², sia isolate sia presenti in gruppi. La loro altezza può oscillare da mezzo metro fino a 10 metri, anche se in media non supera i 2 metri; il diametro del gambo è intorno ai 3 metri mentre quello del cappello può arrivare fino a 8 metri.

L’ingresso alla riserva è a pagamento (3,00 euro a persona, gratis per bambini fino  12 anni) e percorrendo il percorso denominato CiciuVagando è possibile osservare la maggior parte dei Ciciu.

Il percorso che porta alla scoperta di queste bizzarre forme geologiche è immerso nel bosco ed è poco impegnativo, quindi adatto a tutti.


Per avere ulteriori informazioni sui luoghi descritti, consigliamo di consultare i seguenti link: